2025

Da questa estate il Soccorso alpino di Asiago diventa il Soccorso alpino Altopiano dei Sette Comuni. Già da tempo i volontari della Stazione desideravano un nome che rappresentasse tutti i territori comunali in cui si muovono per gli interventi e dai quali provengono. Per questo è stato necessario completare l'iter per l'assegnazione del nuovo nominativo, che ha comportato diverse modifiche burocratiche. Da oggi i soccorritori, chiamati di anno in anno a operare sempre più frequentemente in aiuto degli ospiti e dei residenti, porteranno addosso la rappresentanza dell'intera comunità altopianese.
 
Auronzo di Cadore (BL), 31 - 07 - 25
Alle 16.30 circa la Centrale del 118 è stata allertata per un escursionista colto da malore, mentre si trovava poco distante dal Rifugio Auronzo, sulla stradina che lo collega al Lavaredo. Il 58enne di Aulla (MS), che era assieme alla moglie, si era improvvisamente accasciato a terra e alcune persone di passaggio avevano subito iniziato a praticargli le manovre di rianimazione, fino all'arrivo dell'elicottero del Suem di Pieve di Cadore. Il personale medico è subito subentrato ai presenti, ma purtroppo a nulla sono valsi i tentativi ed è stata solo possibile la constatazione del decesso. Sul posto anche il Soccorso alpino della Guardia di finanza di Auronzo. 
San Vito di Cadore (BL), 31 - 07 - 25
Dopo il recupero di due ragazzi belgi lo scorso 19 luglio e la segnalazione di ulteriori passaggi successivi di persone, oggi un altro escursionista si è trovato bloccato sul sentiero 242 della Ferrata Berti, nel punto in cui la frana del Marcora continua a scaricare materiale. Benché infatti sia stata chiusa, anche con un'ordinanza del sindaco di San Vito di Cadore, in entrambi i punti di accesso, da Cortina e San Vito, e sebbene siano stati posizionati cartelli di avviso, continua il passaggio sull'itinerario attrezzato. Oggi alle 15.30 un escursionista inglese di 60 anni, partito in mattinata dal Passo Tre Croci, ha chiamato dicendo di trovarsi sulla Ferrata Berti e che cadevano sassi dall'alto. Risaliti alla sua posizione teorica, gli è stato detto di non spostarsi dal punto riparato in cui si trovava e di attendere l'arrivo dei soccorsi, poiché al momento la montagna era nascosta dalle nuvole. Per decidere la strategia del recupero era necessaria la posizione esatta dell'escursionista, si è dovuto quindi attendere che si alzassero le nubi. Falco 2, arrivato per un eventuale ricognizione e atterrato in attesa, è poi stato dirottato su un'altra missione. Quando le nuvole si sono spostate, il Soccorso alpino di San Vito di Cadore ha purtroppo appurato che l'escursionista si trovava proprio al centro della frana, a 2.400 metri di altitudine. Una squadra di tre tecnici si è messa a disposizione per un eventuale trasporto in quota e da Treviso è arrivato Leone, che si è alzato subito approfittando della buona visibilità per una ricognizione. Arrivato nelle vicinanze dell'escursionista, alle 17.30 circa l'equipaggio è riuscito, con una rapida operazione di precisione, a recuperarlo dopo aver calato di una ventina di metri il tecnico di elisoccorso con il verricello. Il soccorritore ha agganciato subito l'uomo e l'elicottero si è allontanato immediatamente. L'escursionista è stato trasportato al campo base e affidato ai soccorritori.
 
Belluno, 31 - 07 - 25
Questa mattina alle 9.45 la Centrale del 118 è stata allertata per un alpinista colto da malore all'attacco delle vie della Torre Quarta Bassa delle Cinque Torri. Calati con un verricello di 50 metri, tecnico di elisoccorso e medico hanno valutato le condizioni del 25enne di Lomagna (LC), che è stato caricato a bordo e trasportato per accertamenti all'ospedale di Belluno. Verso le 11.15 Falco è stato inviato sul Monte Gial, a Lamon, dove una 80enne di Vazzola (TV) si era sentita poco bene. L'anziana è stata accompagnata a seguito del lieve malore a Feltre per gli opportuni approfondimenti. Alla stessa ora una coppia di turisti di Venezia contattava il 118 poiché, nel tentativi di liberarlo da un recinto elettrificato dove era rimasto incastrato, il loro cane impaurito lì aveva morsi ed era scappato. Una squadra del Soccorso alpino di San Vito di Cadore è intervenuta in supporto all'ambulanza nella zona tra Cancia e le Cascate di Borca di Cadore. Mentre il personale sanitario medicava la donna, il compagno è riuscito a recuperare il cane. 
Falco è poi volato lungo la Ferrata Bepi Martini al Campanile dei Colesei, nel comune di Comelico Superiore, per un escursionista che si era procurato un trauma toracico. Recuperato con il verricello, l'infortunato è stato portato a Belluno. L'elicottero ha issato a bordo anche una donna che si trovava con lui e che è stata lasciata al Rifugio Lunelli. 
Malcesine (VR), 31 - 07 - 25
Ieri sera attorno alle 22 la Centrale del 118 ha attivato il Soccorso di Verona a seguito della segnalazione dei Carabinieri, per due donne tedesche in difficoltà, bloccate sul sentiero numero 634 del Monte Baldo, versante lago. Madre e figlia si erano attardate e non riuscivano più a muoversi a causa dell'oscurità. La madre aveva quindi contattato il marito che le aspettava a Malcesine, il quale aveva lanciato l'allarme. Mentre una squadra si preparava - un soccorritore di Verona e uno di Ala - assieme al Soccorso alpino di Riva del Garda, l'elicottero di Trento ha effettuato un sorvolo, individuandole e recuperandole con il verricello. Le due escursioniste sono state lasciate a Navene. 
Belluno, 30 - 07 - 25
Verso mezzogiorno la Centrale del 118 ha attivato il Soccorso alpino di Auronzo per un escursionista sudcoreano  di 52 anni, che si trovava a Forcella Lavaredo con un trauma alla caviglia. Una squadra della Guardia di finanza ha raggiunto l'infortunato e lo ha trasportato al rendez vous con l'ambulanza a Misurina. A seguito della segnalazione di alcuni passanti che dalla strada vedevano una persona sventolare una giacca e chiedere aiuto, alle 16.30 circa è stato attivato il Soccorso alpino di Livinallongo. Una squadra si è portata a Masarei, da dove era arrivata l'indicazione, e un'altra è partita per scendere dall'alto, mentre sopraggiungeva l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore. Individuata la 27enne di Cisterna di Latina, bloccata sopra salti di roccia in località Rudemont, il tecnico di elisoccorso l'ha recuperata con un verricello di 20 metri e portata a Masarei, per affidarla ai soccorritori. La ragazza, che stava bene, seppur impaurita e con alcune escoriazioni, ha raccontato di aver perso la traccia del sentiero, fino a rimanere bloccata. Contemporaneamente l'elicottero dell'Aiut Alpin Dolomites di Bolzano è intervenuto nella zona del Nuvolau, per una turista portoghese di 52 anni, che si era fatta male a un piede. La donna è stata trasportata al Codivilla. 
Belluno, 29-07-25
Ha purtroppo perso la vita l'escursionista recuperato in condizioni molto gravi, dopo essere caduto dal sentiero 514 che conduce al Rifugio Pian de Fontana. Il 79enne austriaco, che stava procedendo in discesa con un gruppo di persone, aveva perso l'equilibrio in un ripido tratto del tracciato ed era caduto una ventina di metri sul versante verticale tra le rocce affioranti ruzzolando più a valle. I compagni erano scesi da lui, lanciando l'allarme verso le 13.45. Sul posto l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha sbarcato in hovering equipe sanitaria e tecnico di elisoccorso. Valutata la gravità delle sue condizioni a causa di un possibile politrauma, l'uomo, che era incosciente, è stato imbarellato e spostato in elicottero sulla piazzola soprastante il Rifugio, dove medico e infermiere gli hanno praticato le prime cure urgenti. Una volta a bordo in direzione dell'ospedale di Belluno, lo stato dell'infortunato si è ulteriormente aggravato. Giunti al pronto soccorso si è poi potuto solamente constatarne il decesso.
Alla stessa ora sono scattate altre due emergenze. Partita dal Rifugio Monte Agudo assieme a un bambino di 7 anni per una passeggiata, un'escursionista 54enne di San Pietro di Cadore (BL) aveva perso l'orientamento e, molto preoccupata, aveva chiesto aiuto al 118. Geolocalizzato il punto in cui si trovavano, a 200 metri di distanza, una squadra del Soccorso alpino di Auronzo e della Guardia di finanza li ha individuati e riaccompagnati al Rifugio. Il Soccorso alpino della Val di Zoldo è stato attivato a seguito della chiamata di un 79enne di Padova, che, persa la traccia del sentiero numero 525 che sale al Rifugio Sora'l Sass, non era più in grado di ritrovare il percorso. Risaliti alle coordinate del punto e in contatto telefonico con lui, i soccorritori lo hanno raggiunto e riaccompagnato sul sentiero, per poi scendere assieme in Val Pramper, dove l'uomo è rientrato autonomamente a Pralongo. Attivato anche il Soccorso alpino di Cortina, per un'escursionista di 63 anni di Faenza (RA) che si era fatta male. Mentre stava camminando in compagnia di un'altra persona lungo il sentiero 439, tra il Rifugio Averau e lo Scoiattoli, messo male un piede, la donna aveva riportato un trauma alla caviglia e non era più in grado di proseguire da sola. Una squadra della Guardia di finanza la ha raggiunta in jeep, le ha prestato prima assistenza, per poi caricarla a bordo e trasportarla al Codivilla. 
 

Nelle prossime ore è previsto un abbassamento delle temperature che, concomitante con le intense perturbazioni previste, porterà neve a 2.900/3.000 metri. Il calo termico potrebbe inoltre dare origine al fenomeno del verglass, una sottile pellicola di ghiaccio invisibile che ricopre la roccia, rendendo insidiosi pareti e sentieri. Consigliamo di prestare la massima attenzione sia agli alpinisti che agli escursionisti, specie a chi si dovesse trovare impegnato in lunghi trekking in quota, sprovvisto di ramponi e dell’attrezzatura richiesta in alta montagna. Le caratteristiche “invernali” possono infatti creare notevoli difficoltà a chiunque si trovi ad altitudini elevate, non escluse le squadre di soccorso.

Nei giorni scorsi sono state numerose le richieste di aiuto da parte di persone investite da pioggia e maltempo. Ricordiamo che i fulmini non rappresentano l’unico pericolo legato ai temporali e alle forti perturbazioni.

- Qualsiasi terreno diventa molto più scivoloso: le praterie alpine con erba alta, la roccia bagnata, il sottobosco di foglie, il suolo fangoso  

- Sono possibili e frequenti smottamenti e frane, che modificano il tracciato dei sentieri, causano la caduta di piante, rendono inaccessibili interi tratti dei percorsi

- Anche i corsi d’acqua minori, semplici ruscelli attraversati senza alcun problema all’andata, si ingrossano con gli apporti dei versanti e possono riempirsi all’inverosimile rendendo impossibile guadarli. Inoltre sulle pareti possono formarsi cascate istantanee, che ostacolano il passaggio e fanno cadere materiale dall’alto

- Sui ghiaioni è facile che i segnali, come gli ometti, si smuovano o siano celati da materiale di scorrimento.

- Non è inconsueta l’improvvisa comparsa di nebbie.

- La prolungata permanenza sotto la pioggia può rendere inefficaci protezioni impermeabili. Restare a lungo bagnati e al freddo può far insorgere condizioni di ipotermia

Avio (TN), 28 - 07 - 25
Su richiesta dei Vigili del fuoco, che avevano ricevuto la chiamata, ieri sera alle 19.40 la Centrale del 118 ha allertato il Soccorso alpino di Verona, per una coppia smarrita sul Corno d'Aquilio. Dalla posizione ricevuta, i due escursionisti di Valeggio sul Mincio (VR), lei di 33 anni, lui di 32, si trovavano sul versante Adige in territorio trentino, per una questione di maggiore vicinanza e per conoscenza dovuta a diversi interventi nell'area, in accordo tra le Centrali di Verona e Trento, è subito partita una squadra veronese, seguita poi da una seconda. Lasciato il mezzo ai Tommasi, i soccorritori hanno preso il sentiero che porta a Rocca Pia, per poi imboccare una traccia in linea con le coordinate ed entrare direttamente nel bosco verticale, tra alberi a terra e salti di roccia, fino ad avere un primo contatto vocale. In realtà la coppia si trovava 250 metri più in basso rispetto alle indicazioni ricevute e, una volta raggiunta, i soccorritori hanno scoperto che c'era anche il loro cane, un golden retriver di 40 chili. Dotati di casco, imbrago e assicurati con corda corta, gli escursionisti sono stati riportati sul sentiero, mentre un soccorritore teneva con sé al guinzaglio il cane. Ritornati sull'itinerario di rientro, dove aspettava un altro volontario assieme ai Vigili del fuoco in supporto, il gruppo ha proseguito in direzione delle macchine ai Tommasi, dove era presente anche una squadra del Soccorso alpino di Ala per eventuale affiancamento e dove sono arrivati alle 23.45. La coppia era partita per un giro ad anello sul sentiero 234, ma si era ritrovata in un punto in cui un dedalo di bollini rossi può facilmente ingannare nella scelta della direzione ed infatti i due escursionisti avevano perso l'orientamento, ritrovandosi in un terreno insidioso. Avevano cercato di cavarsela da soli, preferendo poi chiedere aiuto per non mettersi in una situazione più rischiosa. 
 
Valdobbiadene (TV), 28 - 07 - 25
Ieri sera alle 20.10 il Soccorso alpino delle Prealpi Trevigiane è stato attivato per intervenire sulle colline di Guia, dove in un vigneto era stato rinvenuto il corpo senza vita di un uomo, rovesciatosi con l'escavatore. E.S., 55 anni, di Valdobbiadene, che mancava da casa da sabato, era stato rinvenuto da alcuni conoscenti, usciti a cercarlo su richiesta dei familiari. Muovendosi con l'escavatore tra i filari, era caduto per una decina di metri, rimanendo sotto il mezzo. Dopo che l'equipe medica dell'elicottero di Treviso emergenza ne ha constatato il decesso, i Vigili del fuoco hanno provveduto a liberare il corpo. La salma è stata quindi imbarellata e trasportata dai soccorritori a spalla per un'ottantina di metri fino alla strada e da lì condotta al carro funebre. L'intervento si è chiuso alle 23.30.
Longarone, 28 - 07 - 25
Alle 16 una coppia di escursionisti fuori sentiero sopra Termine di Cadore ha chiesto aiuto tramite l'applicazione di GeoResQ. Contattati telefonicamente dal tecnico di Centrale di Pieve di Cadore, i due escursionisti, entrambi 53enni, lei di San Vito al Tagliamento (PN), lui di Teglio Veneto (VE), hanno spiegato di avere perso la traccia del sentiero 394, di trovarsi in mezzo al bosco su un ripido pendio reso scivoloso dalle foglie bagnate, di non avere calzature adeguate a quel tipo di fondo e di essere in una posizione sicura, appoggiati a due alberi. Con le coordinate della posizione è quindi partito il Soccorso alpino di Longarone. Sotto la pioggia, i soccorritori hanno lasciato i mezzi sull'ultimo tornante della strada che sale a Erto, all'altezza di Col Paternoster, per poi incamminarsi lungo il sentiero 395. A Casera Dogarei i soccorritori si sono divisi in due squadre: una ha proseguito dritta, senza perdere quota, in linea con le coordinate, l'altra ha seguito il sentiero per poi scendere dall'alto. La prima squadra, che avanzava chiamandoli, è riuscita ad avere un contatto vocale con i due e a individuarli. Una volta raggiunti, le due squadre si sono quindi ricompattate. Stavano bene, sebbene fossero bagnati e la donna presentasse qualche graffio sulle gambe. Gli escursionisti sono stati dotati di imbrago, assicurati e sollevati a monte con la corda, fino a raggiungere la traccia di un vecchio sentiero, da lì rientrare sul 395 e poi alle macchine. I soccorritori hanno infine riaccompagnato la coppia a Casso, da dove era partita. L'intervento si è concluso alle 21.15.
Cogollo del Cengio (VI), 27 - 07 - 25
Oggi attorno alle 14 il Soccorso alpino di Arsiero è stato allertato a seguito di un incidente sul 5° tiro della Via La prima volta sul Monte Cengio dove, primo di cordata, un 65enne di Vicenza era volato impattando con i piedi sulla roccia e riportando traumi su entrambe le caviglie. Mentre le squadre si portavano sul posto, poiché sembrava imminente il maltempo, è intervenuto l'elicottero di Verona emergenza. Fissato il campo base in un prato sottostante, l'eliambulanza si è alzata sulla verticale e ha calato con il verricello il tecnico di elisoccorso, che ha issato a bordo l'infortunato, trasportato poi in ospedale. I tre compagni rimasti in parete hanno quindi chiesto il supporto dei soccorritori, 14 in totale, per ultimare le manovre di risalita prima dell'arrivo del maltempo. Dalla cima, i soccorritori hanno quindi predisposto la calata con le corde doppie, hanno raggiunto i tre, che avevano ripreso la scalata, e uno alla volta li stanno aiutando ad arrivare all'uscita della via.
Valdagno (VI), 27 - 07 - 25
Ieri sera al termine della Trans d'Havet, durante il passaggio della "scopa" - una persona della manifestazione che da ultima percorre il tracciato, assicurandosi che nessuno rimanga indietro e garantendo eventuale supporto - all'altezza di località Meceneri, l'uomo che chiudeva la gara è scivolato ruzzolando per una decina di metri in una valletta, in un punto dove il fango accumulato rendeva difficile stare in piedi. Scattato l'allarme verso le 22.30, è stata attivata una squadra del Soccorso alpino di Recoaro - Valdagno, che stava prestando assistenza alla gara assieme alle altre Stazioni dell'XI Delegazione, assieme al personale della Croce Rossa presente lungo il percorso. I soccorritori sono scesi dall'infortunato, che era cosciente, ma aveva riportato un sospetto trauma cranico, e gli hanno prestato le prime cure. Imbarellato, l'uomo è stato sollevato per contrappeso e poi trasportato con la barella un centinaio di metri fino all'ambulanza, partita in direzione dell'ospedale di Vicenza.
Val di Zoldo (BL), 25 - 07 - 25
Attorno alle 14 il Soccorso alpino di Val di Zoldo è stato allertato per due escurioniste del Lussemburgo, bloccate dalla paura dopo il primo tratto attrezzato del Sentiero Tivan in Civetta. Partite questa mattina alle 10 da Palafavera per fare il giro del Civetta, le due amiche di 31 e 37 anni erano passate dal Coldai ed erano dirette al Vazzoler. Invece di prendere la Tissi, avevano optato per il più impegnativo Van delle Sasse, ma, superato il primo di alcuni tratti attrezzati, si erano bloccate impaurite e incapaci di proseguire o tornare indietro, in prossimità del Crodolon. Una squadra le ha quindi raggiunte in un paio di ore a piedi e dopo averle assicurate, ne ha calata una per una cinquantina di metri, accompagnando l'altra più autonoma fino ad arrivare dove il sentiero era meno ripido. Soccorritori ed escursiniste sono quindi rientrati al Coldai e da lì scesi a Palafavera. L'intervento si è concluso alle 18.30.
San Vito di Cadore (BL), 25 - 07 - 25
Falco 2 è stato inviato lungo il Sentiero Minazio, nel tratto verso Forcella Grande, per un'escursionista tedesca di 38 anni che si era infortunata. Diretta assieme a un compagno al Rifugio San Marco, la donna era inciampata lussandosi un gomito. Scesi in hovering nelle vicinanze, medico e tecnico di elisoccorso hanno prestato le prime cure all'escursionista, poi caricata a bordo e trasportata all'ospedale di Belluno. Il compagno è rientrato autonomamente. 
 
Vigo di Cadore (BL), 25 - 07 - 25
Ieri sera attorno alle 20 il Soccorso alpino del Centro Cadore è stato allertato dalla Centrale del 118, per un gruppo scout in difficoltà in Val di Faè. Partiti da Auronzo in mattinata, i 22 ragazzi della provincia di Cuneo, alcuni minorenni, erano passati dal Cason di Ciampediei diretti verso Vigo di Cadore, ma arrivati nella valle si erano trovati ad affrontare un sentiero impervio e molto ripido, reso uno scivolo di fango dalle piogge, per cui era difficile anche riuscire a restare in piedi. Individuata la loro posizione, una squadra li ha raggiunti, riaccompagnandoli passo passo lungo la salita, a ha attrezzando con corde fisse i tratti più difficili per farli passare con maggiore sicurezza, ritornando alle jeep da un itinerario diverso da quello inizialmente seguito dal gruppo e dalla squadra stessa all'andata. Una volta ai mezzi, dato che i ragazzi erano completamente bagnati, i soccorritori si sono accordati con la Pro loco di Lorenzago, che ha dato al gruppo la disponibilità del tendone per passare la notte riparati. I soccorritori hanno quindi fatto la spola da Tre Ponti a Lorenzago per portarli a Lorenzago. Le squadre sono rientrate verso mezzanotte.
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