2026

Caprino Veronese (VR), 17 - 05 - 26
Attorno alle 17.30 la Centrale del 118 ha attivato il Soccorso alpino di Verona, per una moto uscita dalla strada asfaltata a Caprino, con una persona sbalzata oltre il guardrail e ruzzolata nella scarpata. Una squadra in rientro da un addestramento ha raggiunto il luogo indicato, dove il personale sanitario dell'ambulanza stava prestando primo soccorso a un ragazzo di 27 anni rimasto sul ciglio stradale, mentre altri due sanitari erano scesi dalla seconda persona ferita, una 25enne, finita 7 metri più in basso. I soccorritori sono scesi per dare il proprio supporto e, una volta caricata in barella l'infortunata, l'hanno trasportata sulla strada e da lì trasferita in ambulanza. Il compagno è stato invece accompagnato in ospedale dall'elicottero di Verona emergenza. I ragazzi, entrambi mantovani, sono stati portati a Peschiera.
Teolo, 17 - 05 - 26
Verso le 15.50 la Centrale del 118 ha attivato il Soccorso alpino di Padova, per un anziano colto da malore lungo il sentiero dell'Alta Via del Monte Grande sui Colli Euganei. Mentre una squadra si avvicinava con i mezzi e poi a piedi, l'elicottero di Padova emergenza  sbarcava nelle vicinanze con un verricello il tecnico di elisoccorso e l'equipe medica, che hanno preso in carico l'uomo, effettuando i primi controlli. L'anziano è stato poi trasportato all'ambulanza, partita in direzione dell'ospedale di Abano per gli approfondimenti del caso. 
Asiago (VI), 16 - 05 - 26
Questa mattina verso le 11 la Centrale del 118 di Vicenza ha attivato il Soccorso alpino dei Sette Comuni, a seguito dell'infortunio capitato a due partecipanti alla processione della Grande Rogazione, entrambi scivolati a  poca distanza l'uno dall'altra, in località Caberlaba. I soccorritori sono partiti con due mezzi, mentre sul posto si trovavano già tre volontari presenti all'evento, che si sono fermati per dare assistenza alla 72enne di Asiago, che si era fatta male a una caviglia, e al 76enne di San Donà di Piave, che era caduto e lamentava dolori a una gamba. Imbarellati i due infortunati sono stati trasportati all'ambulanza, che li ha condotti all'ospedale di Asiago per le opportune cure. 
Possagno (TV), 14 - 05 - 26
Verso le 15.40 il Soccorso alpino della Pedemontana del Grappa è stato attivato, a seguito del rilevatore di caduta di una motocicletta, che ha lanciato l'allarme automatico. Una squadra affiancata all'equipaggio del Suem di Pieve del Grappa ha perlustrato la dorsale che dal Monte Tomba porta al Salto della Capra, sopra Possagno, in località Monte Palon, mentre saliva una seconda squadra. Sul posto anche i Vigili del fuoco assieme al loro elicottero, che ha sorvolato a lungo l'area. La ricerca non ha avuto alcun riscontro. 
Cortina d'Ampezzo (BL), 14 - 05 - 26
Sono stati recuperati da due fuoristrada del Soccorso alpino di Cortina e della Guardia di finanza cinque turisti statunitensi, rimasti bloccati fuori dal Rifugio 5 Torri, a causa della nevicata in corso. I cinque (3 donne e 2 uomini), saliti lungo il sentiero dopo aver lasciato il proprio mezzo al parcheggio di Bai de Dones, erano stati investiti dal maltempo e verso le 13.30 avevano chiesto aiuto una volta arrivati al Rifugio, attualmente chiuso. I soccorritori sono quindi riusciti a salire con i fuoristrada fino da loro e, dopo averli caricati a bordo, li hanno riportati a valle. 
Alleghe (BL), 12 - 05 - 26
Attorno alle 13.40 la Centrale del 118 è stata contattata da un'escursionista in difficoltà lungo il sentiero 570 che sale al Lago del Coldai. La trentenne tedesca, senza abbigliamento e calzature adeguate, percorrendo il sentiero di Ru de Porta aveva superato due lingue di neve ed era arrivata nel tratto ripido più impegnativo, dove si era bloccata incapace di proseguire. Ostacolato dalle forti raffiche di vento, l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore non era riuscito ad avvicinarsi, né ad individuarla nascosta all'interno del canalone. Imbarcati due volontari del Soccorso alpino di Alleghe, l'eliambulanza li ha sbarcati a Malga Pioda, mentre un terzo partiva a piedi più basso. I tre soccorritori hanno quindi raggiunto la donna, l'hanno dotata di ramponcini, portandole giacca, guanti, mantellina termica per riscaldarsi e poi prendere con lei la via del rientro, aiutandola nei tratti più impegnativi. La squadra l'ha poi accompagnata con il proprio mezzo fino al luogo di soggiorno. 
San Vito di Cadore (BL), 11 - 05 - 26
Salite per completare il giro della Croda da Lago, al momento di scendere a nord nella Val de Formin verso Ru Curto, due turiste ventenni statunitensi non sono riuscite più a proseguire per la presenza della neve. Le due ragazze, che si erano abbassate di 300 metri, avevano i piedi bagnati e loro stesse erano infreddolite, poiché sprovviste di calzature e abbigliamento adeguati. Dato che la presenza di nuvole basse impediva l'intervento dell'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, sono subito state attivate le squadre del Soccorso alpino di San Vito di Cadore e quelle di Cortina, assieme ai soccorritori della Guardia di finanza.
Fortunatamente un varco nelle nubi ha poi permesso l'avvicinamento dell'eliambulanza, che ha sbarcato in hovering nelle vicinanze tecnico di elisoccorso e medico. Raggiunte le escursioniste che si muovevano a fatica, i soccorritori le hanno riaccompagnate all'elicottero, per poi farle salire a bordo. Dopo una verifica delle loro condizioni da parte del personale sanitario, le ragazze sono state lasciate in località Peziè de Parù e affidate al Soccorso alpino, che le ha riportate al loro mezzo. 
Verona, 11 - 05 - 26
Questa notte verso le 2.30, la Centrale del 118 ha attivato il Soccorso alpino di Verona, su richiesta di quella di Trento, per un escursionista con principi di ipotermia e in preda al panico non distante dal Rifugio Scalorbi. Una squadra è quindi partita da Verona, dal momento che, pur essendo il Rifugio in territorio di Ala, il tempo impiegato per raggiungerlo è nettamente inferiore passando dal versante veronese. In contatto telefonico con il tecnico di Centrale operativa, i soccorritori sono stati avvertiti che il 27enne di Monaco era stato nel frattempo guidato fino alla Cappelletta degli Alpini, dove aveva trovato un ricovero nell'attesa. Con la nebbia persistente, pioggia e vento, la squadra ha lasciato i mezzi allo Scalorbi per proseguire a piedi. Una volta nel ricovero, i soccorritori hanno trovato il ragazzo in stato confusionale, completamente bagnato e infreddolito. Lo hanno quindi coperto e riportato alla macchina, mente nel contempo richiedevano un'ambulanza, arrivata a Giazza. Preso in carico l'escursionista, l'ambulanza è partita in direzione dell'ospedale. L'escursionista era partito da Mezzane di Sotto con l'intenzione di raggiungere Rovereto, seguendo un percorso indicato on line, che si è rivelato difficile e impegnativo. 
Arsiero (VI), 11 - 05 - 26
È stato ritrovato e sta bene l'anziano, per il cui mancato rientro erano scattate nella notte le ricerche. Verso l'una e mezza il Soccorso alpino di Arsiero è stato attivato assieme ai Vigili del fuoco per un'ottantenne do Torri di Quartesolo che, dopo aver lasciato la propria auto parcheggiata in località Castana, si era incamminato per una passeggiata. L'uomo aveva chiamato attorno alle 17.30 per dire che stava tornando verso la macchina, dove però non è mai arrivato, il suo cellulare non raggiungibile. Le perlustrazioni sono andate avanti nella notte con l'arrivo dei droni, l'allertamento della Guardia di finanza, finché, durante un sopralluogo in un borgo disabitato, questa mattina una squadra non ha incrociato l'anziano che stava rientrando da lì, dopo essersi riparato tra le case nella notte. Stava bene, ma in via precauzionale è stato accompagnato in ambulanza all'ospedale per i dovuti accertamenti.
Valdobbiadene (TV), 09 - 05 - 26
Mentre stava lavorando davanti a una casera a bordo di un trattore, un anziano ne ha perso il controllo, non si sa se a causa di un malore, ed è ruzzolato lungo il pendio per una settantina di metri. Scattato l'allarme, l'elicottero di Treviso emergenza ha raggiunto il luogo dell'incidente, sotto Pianezze, dove passa la Strada dei Fagher, e ha sbarcato con il verricello il tecnico di elisoccorso e il personale medico, che ha solamente potuto constatare il decesso dell'89enne di Valdobbiadene. Una squadra del Soccorso alpino delle Prealpi Trevigiane è intervenuta per provvedere al recupero della salma. I soccorritori sono scesi e dopo averla caricata in barella, l'hanno sollevata verso l'alto con le corde per una decina di metri, per poi trasportarla 150 metri di traverso fino a una strada e affidarla ai Carabinieri. 
San Pietro Valdastico (VI), 09 - 05 - 26
Questa mattina alle 10.20 circa la Centrale del 118 di Vicenza è stata attivata dai compagni di un'escursionista che, caduta lungo la Ferrata delle Anguane, aveva riportato un grave trauma alla mano. La donna, della quale al momento non sono note le generalità, stava affrontando il tratto nero più impegnativo quando è volata, rimanendo sospesa sotto un tetto con la mano gravemente ferita. Una squadra di dieci volontari del Soccorso alpino di Arsiero, tra i quali un medico e due infermieri, si è preparata a intervenire per eventuale supporto, mentre sul luogo dell'incidente arrivava l'elicottero di Treviso emergenza. Dato il punto difficile in cui si trovava l'infortunata, l'avvicinamento del tecnico di elisoccorso, calato con un verricello di 30 metri, ha richiesto un'attenta manovra di precisione. Una volta assicurata al soccorritore e sganciata dai suoi vincoli, la donna è stata issata a bordo, per poi essere affidata all'equipe medica per le prime cure urgenti. L'escursionista è stata trasportata all'ospedale di Santorso. 
Fumane (VR), 05 - 05 - 26
Su richiesta dei Carabinieri che hanno allertato la Centrale del 118, verso le 17.50 il Soccorso alpino di Verona è stato attivato per una persona caduta in una cavità nella zona delle ex cave di sabbia di Fumane. A dare l'allarme i familiari dell'88enne di San Pietro in Cariano che, preoccupati perché non lo vedevano rientrare dalla passeggiata, erano andati in cerca di lui. L'anziano, che era scivolato in una cavità larga 5-6 metri e profonda 4, è stato raggiunto dall'equipe medica e dal tecnico di elisoccorso dell'elicottero di Verona emergenza, sbarcati poco distanti. Il Soccorso alpino, assieme al Soccorso speleologico, è quindi sopraggiunto per eventuale supporto, mentre il personale sanitario praticava le manovre di rianimazione all'anziano, purtroppo inutilmente. Il medico ha solamente potuto constatare il decesso dell'uomo dovuto ai gravi traumi riportati. La salma è stata imbarellata e sollevata con un paranco verso l'alto per essere riportata sulla strada, distante un centinaio di metri, e affidata al carro funebre. Sul posto anche i Vigili del fuoco. 

Il 2025 si è chiuso con una considerevole mole di interventi portati a termine con successo, a testimonianza dell’ormai consolidata efficacia ed efficienza della nostra struttura che ormai gode di un consolidato riconoscimento da parte degli utenti e da parte delle Istituzioni; in particolare della Regione del Veneto che, fatto proprio l’impianto legislativo nazionale che riconosce a pieno titolo l’attività del Soccorso Alpino quale attività di pubblica utilità, ha emanato una propria legislazione a ulteriore riconoscimento e sostegno della nostra attività.

L'attività operativa svolta nel corso del 2025 dagli Organici del Cnsas Veneto in stretta sinergia operativa con le Centrali operative del Suem 118 della Regione del Veneto (Pieve di Cadore, Padova, Treviso, Verona e Vicenza) ha superato nuovamente la soglia fatidica dei 1000 interventi, infatti 1354 sono le persone soccorse nel corso di 1199 interventi, che confermano il trend in crescita degli ultimi anni. Gli interventi fatti sono prevalentemente di natura sanitaria (1337), ma in 17 casi il Sasv è stato chiamato ad intervenire in supporto alla Protezione Civile Regionale e Nazionale.

Come per i quattro anni precedenti, il numero delle persone soccorse, supera le 1200 unità, a confermare il trend in aumento verso la frequentazione massiva delle terre alte. Purtroppo questa frequentazione poco formata e informata di persone, che affrontano la montagna senza preparazione fisica, né tantomeno tecnica e/o con attrezzatura non adeguata, ha contribuito all'aumento degli incidenti ma anche, alle richieste di aiuto per situazioni di pericolo venutesi a creare.

Oltre agli interventi di soccorso su infortunati, il cui luogo dell'incidente è segnalato e individuato, nel 2025 si sono registrati n. 71 eventi di ricerca con n.79 persone soccorse, ovvero quegli interventi che riguardano persone la cui scomparsa viene denunciata dai familiari tipicamente verso sera quando la persona risulta non rientrata a casa.

L'elicottero è ormai parte integrante e fondamentale del moderno soccorso alpino; la percentuale di intervento del mezzo aereo ormai si è attestata attorno al 40/45% circa e varia sia dall’orario giornaliero in cui avviene la chiamata sia, ovviamente, in base alle condizioni atmosferiche del momento.

Occorre tener presente che l’impiego dell’elicottero non può comunque prescindere dalla presenza delle squadre a terra, sia per risolvere tutti gli interventi dove il mezzo non può intervenire, mediamente circa il 55/60 % degli interventi, sia perché le squadre a terra vengono movimentate anche in caso di intervento aereo per il quale rappresentano l’insostituibile riferimento a terra per ogni problema legato all’individuazione del luogo, degli ostacoli alla navigazione aerea, al recupero dei compagni di escursione, ecc.

La formazione poi, rappresenta la parte più qualificante della nostra attività poiché è l’aspetto determinante per la sicurezza dei soccorritori stessi e delle persone soccorse, sulla quale si gioca la nostra credibilità rispetto alle istituzioni che andiamo a surrogare negli interventi sanitari e non, in ambiente ostile e impervio ed anche antropizzato. I dati sono anche nel 2025 estremamente significativi, sono stati eseguiti complessivamente n. 1.614 eventi formativi, con una presenza di complessivi 15.811 volontari ed una presenza media di 9,8 volontari per evento eseguito.

Nel dettaglio si riportano alcuni dati significativi e caratterizzanti la nostra attività: il 41.37% circa degli interventi riguarda persone illese, mentre un ulteriore 45,22% riguarda i codici sanitari meno gravi (1 e 2) percentuali che indicano, soprattutto per la prima, la percezione della presenza del Soccorso alpino sul territorio quale struttura attivabile anche per evitare di mettersi in situazioni di peggior pericolo, inoltre vi sono i casi più gravi, identificati con codice rosso (3) che si attestano al 2,7 %.

Occorre sottolineare come il 96% delle persone soccorse non sia iscritto al Cai e/o non disponga di una propria assicurazione, a sottolineare che, nonostante gli oneri addebitati dalle varie regioni, sia molto diffusa da questa parte del versante alpino questo atteggiamento superficiale di non tutela e come occorra intensificare le iniziative di sensibilizzazione e informazione sull’argomento, a tale proposito ne è un esempio il lieve aumento degli utenti che erano provvisti di assicurazione alternative tipo Dolomiti Emergency, che si attestano attorno al 0.5 % circa, dato in calo rispetto il 2024, come anche gli assicurati con il Cai, che si attestato al 3.5%, dato in linea rispetto al 2024.

Rispetto alle attività coinvolte l'escursionismo si conferma come l’attività più coinvolta nei soccorsi con un 52.1%, ovviamente il dato è influenzato dal fatto che l'escursionismo è anche l'attività più diffusa ma dove si annidano anche i comportamenti più a rischio; infatti buona parte degli interventi è richiesto per motivi dovuti all'incapacità, alla perdita di orientamento, ai ritardi o allo sfinimento; che testimonia, che la prevenzione e la diffusione di buone pratiche di approccio alla montagna, rappresentano una importantissima e fondamentale opportunità per far diminuire considerevolmente la propensione anche inconsapevole ad esporsi a dei rischi a volte fatali.

L’identikit della persona soccorsa nel 2025 sulle montagne del Veneto è questo:

uomo 67%

italiano 74%

da 20 a 30 anni 18%

escursionista 52%

caduta, inciampo, scivolata 22%

Le cause principali all’origine degli interventi sono:

caduta, inciampo, scivolata sul posto 22%

condizione fisica o psicofisica 18%

caduta dall’alto/ruzzolamento 11%

perdita orientamento 11%

Principali tipologie attività coinvolte

escursionismo 52%

sci 12%

attività progressione in montagna con e senza corde 9 %

sport dell’aria 4%

bicicletta 4%

Età

20-30 18%

50-60 15%

30-40 13%

60-70 12%

Particolare evidenza merita l’impegno, anche in termini di tempo, che ogni soccorritore dedica alla struttura; nel 2025 le varie attività del Soccorso hanno impiegato c.a. 115.093 ore/uomo, delle quali c.a il 25 % destinato alle operazioni di soccorso ed il restante 75 % oltre che alla gestione delle stazioni, soprattutto alla formazione personale e di squadra, mettendo così in luce un particolare di estrema importanza per l’efficacia e il successo dei nostri interventi ovvero che, per ogni “momento” dedicato al singolo intervento, ne vengono impegnati altri tre in termini di addestramento, preparazione/formazione.

La prevenzione quindi assume un rilievo fondamentale e in questo senso il Sasv nel 2025 si è speso per allargare una cultura della montagna promuovendo svariati eventi tra dimostrazioni ed eventi fieristici come pure lezioni e dimostrazioni nelle scuole, emettendo n. 567 comunicati stampa (con un archivio disponibile degli ultimi 20 anni) e aggiornando costantemente il sito internet istituzionale, inoltre si sono implementate le pagine Facebook relative al “Soccorso Alpino e Speleologico Veneto” e “Soccorso Alpino Dolomiti Bellunesi” per un totale di oltre 95.000 Utenti che costantemente interagiscono con i nostri post (183 nel 2025), relativi ad attività operativa, informazioni sulla frequentazione della montagna in sicurezza, avvisi meteo e nivologici.

Dichiarazioni

Giuseppe Zandegiacomo Sampogna, Presidente Soccorso Alpino e Speleologico Veneto

«Quando ci si accinge a fare una relazione ed un’analisi dei dati che hanno caratterizzato l’attività operativa relativa all’anno appena trascorso, ogni azienda spera che tali dati siano

in aumento o almeno che si siano consolidati quelli precedenti.

Per noi del SASV questa regola non vale. Un aumento riguardante l’attività formativa ci può stare, anzi, per noi è importantissima, ma, per quanto riguarda quella operativa, ci piacerebbe che fosse in calo. Naturalmente non per lavorare meno, ma perché ciò significherebbe che ci sono stati meno soccorsi, meno incidenti e magari anche meno persone soccorse. Invece, come accade da qualche anno, i dati relativi alla nostra attività sono sempre in aumento. Dalla relazione allegata, si possono estrapolare i vari aspetti di questa attività, divisi per le varie categorie, cause, sport coinvolti, nazionalità ecc.. Oltre a tutto ciò, siamo stati impegnati, come da statuto,

nella collaborazione con la Protezione Civile per le grandi calamità e naturalmente nella prevenzione. Crediamo che quest’ultima sia la vera arma che può far sì che gli interventi

calino, trasmettendo cioè la giusta mentalità con la quale si deve affrontare la montagna che deve essere, prima di tutto, rispettata e vissuta con prudenza e responsabilità. Alla luce di tutto ciò, il mio primo pensiero è un ringraziamento a tutti i 741 soccorritori del SASV che con la loro passione, impegno, abnegazione, spirito di solidarietà e altruismo, hanno operato nei molteplici scenari e situazioni nelle quali è stato loro richiesto di intervenire. Un grande ringraziamento va alla Regione Veneto sempre sensibile e vicina al nostro sodalizio e con la quale abbiamo da sempre un ottimo rapporto. Ringrazio inoltre tutti gli enti pubblici e privati, i corpi militari con i quali collaboriamo e, naturalmente, tutte le persone che, anche con un grazie, ci dimostrano la loro solidarietà e ci trasmettono sempre nuova energia. Invito tutti i lettori ad analizzare attentamente i dati riportati ed a farne un uso consapevole e mirato nell’approcciarsi alle attività, alpine o speleo, che vorranno intraprendere. Invito infine tutti coloro che queste attività già le praticano, a prendere in considerazione la

possibilità di avvicinarsi al Soccorso Alpino e Speleo: un compito impegnativo ma che unisce le proprie competenze alpinistiche o speleologiche a un servizio fondamentale di pubblica utilità»

Michele Titton, Delegato Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi, che comprende le province di Belluno e Treviso

«I dati dell’attività 2025 del Soccorso Alpino e Speleologico Veneto confermano, anche nel nostro territorio delle Dolomiti Bellunesi, un trend ormai consolidato: cresce il numero delle persone che frequentano la montagna, cresce il numero degli interventi, ma cresce soprattutto la necessità di una maggiore consapevolezza e responsabilità da parte degli utenti. La montagna non è una palestra all’aperto né un ambiente privo di rischi. Troppo spesso ci troviamo a intervenire per situazioni che potevano essere evitate con una preparazione adeguata, una corretta pianificazione dell’escursione e l’utilizzo di attrezzatura idonea. Una parte significativa dei soccorsi riguarda persone illese ma in difficoltà, a dimostrazione di scelte sbagliate o sottovalutazione dell’ambiente.

Di fronte a questi numeri, voglio sottolineare l’impegno straordinario dei volontari del Soccorso Alpino: uomini e donne altamente formati che, gratuitamente, mettono competenze, tempo e passione al servizio della collettività. Solo nel 2025 sono state dedicate migliaia di ore agli interventi e alla formazione, per garantire un soccorso sempre più efficace e sicuro. Il nostro obiettivo non è solo intervenire, ma soprattutto prevenire. Per questo riteniamo fondamentale investire sempre di più nella cultura della sicurezza in montagna, nell’informazione degli escursionisti e nella collaborazione con istituzioni, scuole e operatori turistici. La montagna va vissuta e rispettata: conoscere i propri limiti, informarsi sulle condizioni meteo e dei percorsi, assicurarsi adeguatamente e adottare comportamenti responsabili significa tutelare la propria vita e rispettare il lavoro di chi, in caso di emergenza, è pronto a intervenire.»

Roberto Morandi, delegato del Soccorso Alpino Prealpi Venete, che comprende le province di Padova, Verona e Vicenza

«Nel corso del 2025 l’XIa Delegazione Prealpi Venete del Soccorso alpino e speleologico Veneto ha garantito un’elevata operatività sul territorio, confermando il proprio ruolo fondamentale nella gestione delle emergenze in ambiente montano e impervio. L’attività di soccorso si è sviluppata con continuità durante tutto l’anno, rispondendo a un’ampia varietà di interventi, a testimonianza della crescente frequentazione della montagna e della complessità degli scenari operativi. Si sono registrati più di 420 interventi, divisi per le 6 stazioni della zona (Arsiero, Padova, Recoaro-Valdagno, Schio, Sette Comuni e Verona).

Accanto agli interventi di soccorso, la Delegazione ha sostenuto un’intensa attività interna, con oltre 345 eventi tra addestramenti e riunioni. Questo impegno costante ha permesso di mantenere elevati standard tecnici e operativi, garantendo la preparazione dei soccorritori e la capacità di risposta in contesti sempre più articolati. L’addestramento continuo rappresenta infatti un elemento imprescindibile per operare in sicurezza ed efficacia.

Nel 2025 si è inoltre rafforzato in modo significativo il gruppo dei piloti UAS (droni), che sta assumendo un ruolo sempre più strategico nelle operazioni di ricerca e soccorso. In particolare, l’impiego di droni dotati di telecamere termiche si è rivelato fondamentale durante gli interventi, cercando di individuare più rapidamente eventuali dispersi. L’utilizzo di questi sistemi consente inoltre di esplorare aree difficilmente accessibili o caratterizzate da elevato rischio per i soccorritori, aumentando così l’efficacia e la sicurezza complessiva delle operazioni. Di particolare rilievo si conferma la stretta e consolidata collaborazione con le Centrali Operative 118 di Verona e Vicenza, che consente una gestione coordinata e tempestiva degli interventi. Fondamentale anche l’integrazione con le basi di elisoccorso di Verona e Padova: proprio quest’ultima ha visto, a partire dal 15 settembre 2025, l’introduzione dell’operatività quotidiana con Tecnico di Elisoccorso a bordo, rappresentando un significativo potenziamento del sistema di emergenza e migliorando ulteriormente la capacità di risposta soprattutto negli scenari più complessi e in ambiente montano. Nel corso dell’anno sono stati inoltre organizzati numerosi eventi di prevenzione e sensibilizzazione, rivolti alla popolazione e ai frequentatori della montagna. Queste iniziative hanno avuto l’obiettivo di promuovere una cultura della sicurezza, favorendo una maggiore consapevolezza dei propri limiti e dei rischi connessi all’ambiente montano. La prevenzione si conferma un pilastro strategico dell’attività del Soccorso Alpino e Speleologico, nell’intento di ridurre il numero e la gravità degli incidenti. Nel complesso, il 2025 evidenzia un’attività intensa e articolata, caratterizzata da elevata professionalità, forte integrazione con il sistema di emergenza sanitaria, innovazione tecnologica e costante impegno nella formazione e nella prevenzione »

Cristiano Zoppello, delegato VI Zona speleologica Veneto

«La VI Delegazione speleologica collabora in maniera trasversale alle delegazioni alpine con particolare riguardo agli scenari di ricerca disperso, ove può rivelarsi necessario supporto in superficie o nella perlustrazione di ipogei ed anfratti. Gli interventi più precipui, quelli in grotta, si mantengono su un numero complessivamente basso; la frequentazione delle grotte non è appannaggio di utenti occasionali o con strumenti tecnici poco adeguati. Tuttavia, il recupero di infortunato in grotta presenta difficoltà elevate sotto tutti i profili: tecnico, gestionale e sanitario; i tempi di attivazione, raggiungimento del ferito e trasporto sono sempre superiori a quelli di un intervento in superficie; le risorse umane e materiali molto elevate; il tenore tecnico delle operazioni di alto profilo. Ne consegue che l’attività addestrativa deve svolgersi con assiduità e con l’attenzione rivolta agli scenari più complessi; nel territorio della regione Veneto in particolare sono presenti abissi con profondità superiore ai mille metri e sistemi carsici con sviluppo superiore ai quaranta chilometri; la regione Veneto è quella in Italia con il maggior numero di grotte censite»

Alleghe (BL), 04 - 05 - 26
Salendo da Masarè verso Forcella Casamatta lungo il sentiero 563, un escursionista è rimasto incrodato vicino a una ripida lingua innevata, senza più essere in grado di muoversi. Scattato l'allarme verso le 14.20, sul posto è stato inviato l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore. Risalito in quota, l'equipaggio ha individuato non senza difficoltà il 34enne francese, fermo in piedi tra la roccia e la neve a 1.800 metri di quota. A causa del forte vento, l'eliambulanza ha dapprima fatto campo base al Bivacco Casamatta, dove sono stati lasciati il personale sanitario e l'attrezzatura. Falco ha poi calato nelle vicinanze dell'uomo il tecnico di elisoccorso con un verricello di 10 metri. Il soccorritore lo ha raggiunto e con lui si è spostato verso un terrazzino più agevole per il recupero. Issato a bordo, l'escursionista è stato poi trasportato ad Alleghe. 
Arcugnano (VI), 04 - 05 - 26
Verso le 13.30 il Soccorso alpino di Padova è stato allertato dal 118 di Vicenza, a seguito della chiamata di un runner che, durante la corsa in località Fontega di Torri, si era imbattuto in un uomo caduto in una scarpata. Il 74enne di Arcugnano (VI), uscito per una passeggiata, era scivolato dal sentiero nel bosco, ruzzolando per 7-8 metri e non riusciva più a rialzarsi. L'anziano, che probabilmente si trovava lì da almeno un'ora, aveva inoltre riportato traumi al volto e alla testa, dove si era anche ferito, ed escoriazioni diffuse. Cinque soccorritori hanno raggiunto l'infortunato, subito assistito dall'infermiera della Stazione. Una volta imbarellato, l'uomo è stato sollevato per contrappeso fino al sentiero e da lì trasportato a spalla all'ambulanza in attesa e partita poi in direzione dell'ospedale di Vicenza.
Padova, 03 - 05 - 26
Il Soccorso alpino di Padova è stato attivato questo pomeriggio per due interventi in successione. Alle 16.30 circa la prima chiamata da parte della Centrale del 118 per una turista olandese di 59 anni, che si era fatta male a una caviglia, mentre con il marito si trovava sul Monte Ceva, nel comune di Montegrotto Terme. La donna è stata raggiunta da una squadra di 5 soccorritori, che le hanno immobilizzato il piede, per poi caricarla in barella e trasportarla per 500 metri fino al rendez vous con l'ambulanza. Appena consegnata l'infortunata ai sanitari, è scattata la seconda allerta, per un'escursionista 36enne moldava, che aveva riportato un sospetto trauma a tibia e caviglia, durante una camminata con la famiglia sul Monte Venda, nel comune di Galzignano Terme. La squadra si è quindi portata sul luogo del secondo incidete per prestare prima assistenza alla donna, che lamentava forte dolore alla gamba. Assistita poi dall'equipe medica e dal tecnico di elisoccorso dell'elicottero di Padova emergenza, sbarcati nelle vicinanze, l'infortunata è stata recuperata con il verricello e trasportata all'ospedale di Schivanoia. 
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