2026

Volpago del Montello (TV), 04 - 10 - 26
Si è concluso attorno alle 20 l'ultimo dei tre interventi che, a partire da mezzogiorno e venti, hanno visto operare le squadre del Soccorso alpino della Pedemontana del Grappa. Ricevuta l'attivazione dalla Centrale del 118 di Treviso alle 12.20, una squadra ha raggiunto località Busa di Castel Sotterra, dove si trova la grotta più lunga del Montello, poiché un'escursionista si era procurata la sospetta frattura di una caviglia. La 61enne di Santa Maria di Sala, che si trovava nel bosco a circa 300 metri di quota, è stata raggiunta dai soccorritori e dal personale sanitario e accompagnata all'autolettiga del 118 di Montebelluna.
Verso le 14.50 è scattato il secondo allarme per un pilota di parapendio precipitato nei Prati di Borso del Grappa, senza riportare conseguenze, ma rimanendo sospeso a 18- 20 metri di altezza. Risaliti con tecniche di treeclimbing, i soccorritori hanno messo in sicurezza il 24enne del Regno Unito e lo hanni calato al suolo. Erano presenti anche i Vigili del fuoco volontari di Asolo.
Infine, attorno alle 18, l'ultima emergenza, anche in questo caso un parapendio precipitato a Borso del Grappa, con pilota illeso, bloccato su una pianta a 4 metri da terra. La squadra ha raggiunto l'uomo poco sotto il decollo Tappeti, ha risalito una pianta e lo ha calato al suolo. 
Domegge di Cadore (BL), 04 - 10 - 26
Attorno alle 13.30 la Centrale del 118 è stata contattata dai genitori di un bimbo trevigiano di 8 anni, che aveva iniziato a manifestare una reazione allergica a seguito della puntura di un insetto, mentre stavano percorrendo il Sentiero dell'orso nella zona dell'Eremo dei Romiti. Il bambino è stato recuperato con un verricello di 30 metri dall'elicottero del Suem di Pieve di Cadore assieme alla mamma e trasportato all'ospedale di Pieve per i dovuti accertamenti.

 

 

Valli del Pasubio (VI), 04 - 10 - 26
Verso le 14.10 il Soccorso alpino di Schio è stato attivato per una escursionista colta da malore, mentre con il compagno si trovava pochi metri sotto la croce del Monte Cornetto. La 52enne di Piovene Rocchette (VI) aveva infatti accusato malore, accasciandosi a terra, ed era subito stata assistita dai presenti, tra i quali dei sanitari e un soccorritore di Recoaro - Valdagno. Ricevute le coordinate del punto, sul posto è arrivato l'elicottero di Verona emergenza, che ha calato con 20 metri di verricello il tecnico di elisoccorso e l'equipe medica, immediatamente subentrati nelle manovre alle persone che stavano cercando di rianimarla, purtroppo inutilmente. Trasportata al Rifugio Balasso, è stata affidata ai Carabinieri di Valli del Pasubio e al carro funebre. Al compagno, che aveva poi ripreso la discesa assieme al soccorritore di Recoaro, è andata incontro una squadra di Schio, per affiancarlo durante il rientro a valle. 
Cortina d'Ampezzo (BL), 04 - 10 - 26
Una frana di ingenti dimensioni si è staccata nel primo pomeriggio dalle pareti nord della Tofana di Dentro, interessando presumibilmente la Val Travenanzes, attraversata da sentieri. Al momento del distacco l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore stava ultimando il recupero di un'escursionista di 52 anni di Limana (BL), che si era storta un ginocchio lungo sulla normale alla Tofana di Rozes ed è stata issata a bordo dal tecnico di elisoccorso, calato con un verricello di 10 metri. L'eliambulanza è quindi volata al Codivilla dove ha lasciato l'infortunata per poi imbarcare due soccorritori della Guardia di finanza di Cortina, per effettuare un sorvolo dell'area interessata. Purtroppo la consistente e prolungata presenza di polveri sospese nell'aria non ha permesso l'avvicinamento dell'elicottero.

Calalzo di Cadore (BL), 03-10-26

Si chiude la 15ª edizione della Dolomiti Rescue Race. Nuova partenza da Praciadelan e arrivo nel cuore di Calalzo di Cadore: 77 squadre, sette nazioni e un solo grande spirito comune.

Si è conclusa la 15ª Dolomiti Rescue Race, una nuova edizione che ha saputo confermare e rinnovare lo spirito che da quindici anni accompagna questa manifestazione: quello di una grande comunità unita dalla passione per la montagna, dalla cultura del soccorso e dalla voglia di condividere un’esperienza che va oltre la competizione.

Sono state 77 le squadre al via, nelle categorie maschile, femminile e mista, con una partecipazione internazionale sempre più ampia. Oltre all’Italia, hanno preso parte alla manifestazione squadre provenienti da Repubblica Ceca, Slovacchia – presente per la prima volta –, Polonia, Romania, Serbia, Austria e Regno Unito. Presente anche una squadra del Soccorso alpino della Guardia di finanza di Cortina e per la prima volta la squadra delle unità cinofile da ricerca di superficie e da valanga. Primi classificati con 02.07.00 i soccorritori della Guardia di finanza. A seguire sul secondo gradino del podio ancora il team della Valle Brembana a 02.07.47, al terzo posto la squadra delle Valli di Lanzo con tempo 02.18.06 . Un mosaico di lingue, divise, esperienze e tradizioni diverse che, ancora una volta, ha trovato nella Dolomiti Rescue Race un terreno comune: lo spirito del soccorso, il rispetto per la montagna, la collaborazione e l’amicizia tra persone che condividono gli stessi valori.

Questa 15ª edizione ha portato con sé anche una significativa novità: la nuova variante finale del percorso, con la partenza da Praciadelan e l’arrivo nel cuore di Calalzo di Cadore, in piazza. Una modifica che ha permesso di avvicinare ancora di più la manifestazione alla comunità e al territorio, accompagnando gli ultimi momenti della gara fino al centro del paese e trasformando l’arrivo in una festa condivisa. La Dolomiti Rescue Race, infatti, non è soltanto una prova sportiva. È un appuntamento nel quale la componente agonistica si intreccia con la formazione, la capacità di lavorare in squadra, la conoscenza dell’ambiente montano e il valore umano del soccorso. Ed è proprio questo spirito comune ad aver caratterizzato anche la quindicesima edizione: squadre diverse per provenienza e composizione, ma unite dalla stessa passione e dalla consapevolezza che, in montagna e nel soccorso, insieme si va più lontano.

«La 15ª edizione ci consegna una Dolomiti Rescue Race sempre più internazionale, capace di crescere mantenendo intatto il proprio spirito – sottolineano gli organizzatori – Le 77 squadre presenti e l'arrivo di nuove realtà internazionali, come la Slovacchia, rappresentano per noi un motivo di grande soddisfazione. La nuova conclusione del percorso, con l'arrivo in piazza a Calalzo, ha aggiunto un ulteriore elemento di partecipazione e vicinanza al territorio. Ma il risultato più importante resta quello di aver condiviso una giornata nella quale competizione, amicizia, soccorso e passione per la montagna hanno parlato la stessa lingua». La Dolomiti Rescue Race dà quindi appuntamento alla prossima edizione, con la consapevolezza di aver scritto un nuovo capitolo della propria storia e con la volontà di continuare a far crescere, insieme alle squadre e alle comunità che la sostengono, una manifestazione che ha fatto dello spirito comune il proprio tratto distintivo. 77 squadre. 8 nazioni complessive. Una sola grande squadra: la comunità della Dolomiti Rescue Race. Un grande ringraziamento ai nostri sostenitori: il main sponsor Montura, Enervit Sport, Kong, Aku, Max Catering, Ande, Passuello Combustibili, C’era una volta un re, Dolometto, Meemu. L’evento ha il patrocinio del Comune di Calalzo di Cadore e del Comune di Pieve di Cadore.

 

Sospirolo (BL), 02 - 10 - 26
Ieri verso le 19 la Centrale del 118 è stata attivata, per un escursionista sfinito dalla stanchezza e incapace di proseguire, mentre con un'altra persona stava percorrendo il sentiero numero 871 sui Monti del Sole. Ricevuta la posizione dei due, l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è volato nel punto indicato e li ha individuati sulla Forcella dei Pom. Calato con 10 metri di verricello, il tecnico di elisoccorso ha issato a bordo il 53enne austriaco affaticato e il compagno. Entrambi sono stati accompagnati all'ospedale di Belluno, dove l'escursionista ha rifiutato il ricovero ed è rientrato in autonomia. 
San Nicolò Comelico (BL), 01 - 10 - 26
Un escursionista ha perso oggi la vita precipitando dal sentiero di avvicinamento alla ferrata D'Ambros, che percorre la Cresta della Pitturina. Il compagno che lo precedeva, dopo averlo sentito cadere dietro di sé, non era infatti più riuscito a scorgerlo e aveva lanciato l'allarme alle 12.45 circa. Geolocalizzata la posizione, è decollato l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore che, una volta sul posto, ha visto subito, a circa 2.400 metri di quota, l'amico che faceva segnali all'equipaggio dal sentiero. Abbassandosi sulla verticale, circa 200 metri più sotto, è stato individuato il corpo senza vita dell'uomo (al momento si sa che è trevigiano). Nelle vicinanze sono stati calati con un verricello di 30 metri il tecnico di elisoccorso e l'equipe medica, che ha solamente potuto constatarne il decesso. Ottenuto il nulla osta dalla magistratura per la rimozione, la salma è stata recuperata e trasportata al Campo sportivo di San Nicolò Comelico, dove si trovavano il Soccorso alpino della Val Comelico e della Guardia di finanza, in attesa dell'arrivo del carro funebre e dove è sopraggiunto anche l'amico, rientrato autonomamente. 
Valli del Pasubio (VI), 01 - 10 - 26
Sono gravi le condizioni di un alpinista precipitato questa mattina, mentre con un amico stava scalando la Via Carlesso sul Monte Baffelan. Primo di cordata, il 26enne di Valli del Pasubio (VI) si trovava sul primo tiro dell'itinerario, l'attacco nel camino che accomuna la Carlesso alla Berti - Carugati, quando è volato cadendo per una ventina di metri. Scattato l'allarme verso le 10.30, sul posto è stata inviata una squadra del Soccorso alpino di Schio, cui si sono uniti anche i soccorritori di Recoaro - Valdagno, ed è decollato l'elicottero di Verona emergenza. Individuato il punto in cui si trovava l'infortunato, con un possibile politrauma dovuto agli urti contro la parete, dopo aver fatto campo base a Malga Baffelan l'eliambulanza ha sbarcato il tecnico di elisoccorso con un verricello di 40 metri. Il ferito è stato recuperato e spostato al campo base, dove l'equipe medica lo ha stabilizzato. Caricato a bordo, il ragazzo è stato trasportato all'ospedale di Borgo Trento. La squadra a terra ha invece raggiunto il compagno rimasto in parete e lo ha aiutato a calarsi alla base, per poi riaccompagnarlo alla macchina. 
Valli del Pasubio (VI), 01 - 10 - 26
Una cercatrice di funghi ha perso questa mattina la vita mentre si trovava assieme al marito nei dintorni del Forte Monte Maso, dopo essere ruzzolata in un canale per cento metri. La coppia si era incamminata da località Spianamenti, per poi inoltrarsi tra gli alberi, quando, lungo un ripido pendio di bosco rado, la donna era scivolata, iniziando a ruzzolare e sparendo alla vista del compagno. Scattato l'allarme verso le 9.30, una squadra del Soccorso alpino di Schio si è avvicinata con i mezzi, per poi proseguire a piedi e scendere dall'alto seguendo le coordinate della posizione. Purtroppo per la 66enne di Valli del Pasubio (VI), che era stata nel frattempo raggiunta dal marito, non c'è stato nulla da fare, a causa dei traumi riportati nella caduta. Sul posto - presenti anche due Carabinieri di Valli del Pasubio - i sette soccorritori hanno attrezzato sulla verticale la discesa verso valle e la barella è stata calata 200 metri fino a raggiungere la strada, dove si trovavano un'auto medica e il carro funebre, cui la salma è stata affidata. 
Belluno, 29 - 09 - 26
Alle 14.20 circa la Centrale del 118 è stata allertata per un escursionista ruzzolato in un canale in Val di Gares. L'uomo, che era scivolato dal sentiero numero 762 cadendo per 7-8 metri nella scarpata laterale in località Vanediei, è stato geolocalizzato e individuato dall'elicottero del Suem di Pieve di Cadore. Il 56enne di Valbrenta (VI), che si trovava con altre due persone al momento dell'incidente, è stato quindi imbarellato, imbarcato e trasportato all'ospedale di Belluno, con un possibile politrauma.
Verso le 16 due escursioniste di lingua tedesca, di 31 e 37 anni, hanno chiamato dal sentiero che dalla Ferrata della Gusela scende al Rifugio Cinque Torri, dicendo che erano sfinite dalla stanchezza e non più in grado di proseguire a piedi il cammino. Le due donne sono state recuperate con il verricello dall'eliambulanza, non senza difficoltà poiché si trovavano in prossimità dei cavi della teleferica del Nuvolau, e sono state lasciate al parcheggio di Bai de Dones.
Falco è stato inviato di seguito lungo la strada che collega Fodara Vedla a Ra Stua dove, scendendo con la propria e-bike, un ciclista ne aveva perso il controllo ed era andato a sbattere contro un albero, perdendo inizialmente conoscenza. Preso in carico dall'equipe medica e trasferito in elicottero, l'infortunato è stato portato a Belluno.
Borso del Grappa (TV), 29 - 09 - 26
Verso le 12.20 la Centrale del 118 di Treviso ha allertato il Soccorso alpino della Pedemontana del Grappa, per un parapendio precipitato dopo essersi alzato in volo dal decollo Stella alpina. Il pilota, un 47enne polacco, che non aveva fortunatamente riportato conseguenze, era però rimasto sospeso tra i rami degli alberi a circa 7-8 metri di altezza. Ricevute le coordinate del punto, una squadra lo ha raggiunto ed è salita su una pianta con tecniche di treeclimbing. Una volta assicurato e liberato dai vincoli, i soccorritori lo hanno calato a terra. 
Livinallongo del Col di Lana (BL), 28 - 09 - 26
Alle 17 circa la Centrale del 118 è stata contattata da due escursionisti polacchi, bloccati nella parte alta della Ferrata Piazzetta, con la donna che lamentava un dolore al ginocchio ed era preda di una crisi di panico. Risaliti alle coordinate, dopo aver fatto campo base al Passo Pordoi, l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è salito di quota fino a individuarli a circa 2.800 metri di altitudine. Scesi nelle vicinanze, tecnico di elisoccorso e medico li hanno raggiunti e hanno appurato che entrambi si trovavano senza caschetto e kit da ferrata. Scendendo dal Piz Boè, la coppia, sbagliando, aveva infatti preso la ferrata al contrario ed era stata costretta a fermarsi poco dopo. Messi in sicurezza, i due escursionisti, lei di 50 anni, lui di 55, sono stati issati a bordo con il verricello. L'uomo è stato lasciato al Passo, dove aveva la macchina, la donna è stata trasportata all'ospedale di Agordo per accertamenti. 

 

 

Cortina d'Ampezzo (BL), 28 - 09 - 26
Verso le 15.15 è scattato l'allarme per una coppia di turisti sloveni in difficoltà, al bivio tra i sentieri 215 e 217, non distante dal Rifugio Vandelli, poiché l'uomo, un 61enne, colto da malessere non era più in grado di proseguire da solo. Individuati dall'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, entrambi gli escursionisti sono stati caricati a bordo. Dopo aver lasciato la donna alla macchina al Passo Tre Croci, l'eliambulanza ha proseguito in direzione del Codivilla per gli accertamenti del caso. 
Cortina d'Ampezzo (BL), 28 - 09 - 26
Rientrando con tre amici dopo aver percorso la Ferrata Ra Bujela, ormai a poche centinaia di metri dal Rifugio Dibona, un escursionista è scivolato, ruzzolando nel sottostante ripido canale tra rocce e ghiaia. I suoi compagni sono scesi da lui e hanno lanciato l'allarme attorno a mezzogiorno. Sul posto è arrivato l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, che ha sbarcato il tecnico di elisoccorso e l'equipe medica, che ha potuto solamente constatare il decesso del 71enne spagnolo, dovuto ai traumi riportati. Sul posto, in supporto alle operazioni e per i rilievi del caso, una squadra del Soccorso alpino della Guardia di finanza di Cortina, che ha poi riaccompagnato a valle gli amici dell'uomo. La salma è stata recuperata e trasportata sulla strada, per essere affidata al carro funebre. 
Auronzo di Cadore (BL), 27 - 09 - 26
È scattato poco prima delle 20 l'allarme lanciato al 118 da due escursionisti che, diretti al Bivacco Fanton sulla Forcella Marmarole, erano usciti fuori sentiero, perdendo l'orientamento e ritrovandosi bloccati, stanchi e al buio a 2.300 metri di altitudine. Appurato che i due trentenni di Siena erano illesi e ricevute le coordinate della loro posizione, poco dopo è decollato l'elicottero di Treviso emergenza, che ha dapprima fatto campo base ad Auronzo lasciando a terra attrezzatura e personale sanitario. Dopo essere salita di quota, l'eliambulanza ha individuato il punto in cui si trovavano i ragazzi e in due rotazioni, calato calato con un verricello di 35 metri, il tecnico di elisoccorso li ha assicurati e issati a bordo. Entrambi sono stati portati in piazzola ad Auronzo.
Belluno, 27 - 09 - 26
Alle 13.50 circa la Centrale del Suem ha allertato il Soccorso alpino di San Vito di Cadore, a seguito della chiamata di un escursionista che, scendendo da Forcella Val D'Arcia verso il Rifugio Venezia, sul Monte Pelmo nel comune di Borca di Cadore, era uscito fuori sentiero, rimanendo bloccato tra le balze rocciose. Risaliti alle coordinate del punto in cui si trovava e appurato che fosse in un posto stabile, una squadra si è avvicinata il più possibile sotto la verticale con il quad, per poi iniziare a risalire a piedi dal basso il canalone. Guidati da un volontario rimasto a valle, che dava indicazioni via radio, controllando gli spostamenti con il binocolo rispetto alla posizione del trentenne di Padova, i soccorritori lo hanno raggiunto aggirando i salti di roccia. Dopo averlo assicurato e dotato di caschetto, la squadra lo ha accompagnato verso l'alto e riportato sul sentiero, per poi rientrare ai mezzi. L'escursionista è stato quindi riaccompagnato alla sua macchina al Passo Staulanza.
 
Poco prima delle 17 è scattato l'allarme per una 53enne bellunese, morsa a da una vipera nella zona delle antenne in prossimità del Rifugio Brigata Alpina Cadore in Nevegal. L'escursionista, che si trovava assieme al marito ed era riuscita a scendere fino alla strada sterrata, è stata raggiunta in jeep da una squadra del Soccorso alpino di Belluno, che l'ha trasportata al rendez vous con l'ambulanza in attesa in Piazzale e partita in direzione dell'ospedale per le verifiche del caso.
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