2026
Auronzo di Cadore (BL), 05 - 09 - 26
Ieri attorno alle 19 la Centrale del Suem è stata attivata in successione da due cordate in difficoltà sulla Cima Grande di Lavaredo. Due alpinisti erano in vetta a 2.986 metri di quota, attardatisi per il rientro dalla normale, lungo la quale dovevano scendere preoccupati di doverla affrontare di notte e non attrezzati per le basse temperature. Gli altri due si trovavano invece a circa 2.700 metri di quota, completamente fuori tracciato, bloccati su una sporgenza della roccia. Risaliti alle coordinate, l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è riuscito a individuare e recuperare la cordata più bassa, due rocciatori austriaci di 52 e 44 anni, issati a bordo con un verricello corto dal tecnico di elisoccorso e lasciati al Rifugio Lavaredo per ritornare in base prima della scadenza delle effemeridi.
Mentre il Soccorso alpino di Auronzo si preparava per eventuale supporto alle operazioni al Rifugio Auronzo, poiché l'elicottero di Treviso era impegnato in un'altra missione e i due ragazzi in vetta alla montagna parlavano dell'aumento del freddo, è intervenuta l'eliambulanza di Trento. L'elicottero è salito sulla cima della Grande, ha imbarcato il 24enne di Maniago e il 23enne di Viterbo e li ha portati al Rifugio, affidandoli al Soccorso alpino verso le 23.15.
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2026
Altri interventi in montagna
Scritto da Michela CanovaBelluno, 05 - 09 - 26
Alle 13.25 circa è scattato l'allarme per un'escursionista colta da malore, mentre si trovava a metà della Val dei Cantoni, sotto il Passo Travignolo, nel comune di Canale d'Agordo. La 44enne di Sovizzo (VI), che aveva accusato un malessere mentre stava percorrendo il sentiero 716, è stata individuata e raggiunta dal tecnico di elisoccorso di Falco 2, sbarcato in hovering nelle vicinanze. Caricata a bordo, la donna è stata trasportata all'ospedale di Agordo per gli accertamenti del caso.
Colto da vertigini e da crisi di panico, un escursionista appartenente a un gruppo di otto persone non è più stato in grado di proseguire dal punto in cui si trovava, sulla cima est di Ombretta. Scattato l'allarme alle 15.30, il 41enne di Mira (VE) è stato recuperato dall'elicottero dell'Aiut Alpin Dolomites di Bolzano è trasportato a Canazei.
Verso le 17 il 118 è stato contattato per un escursionista che si era fatto male a un piede, scendendo lungo il sentiero numero 10 della Val de Fanes. Una squadra del Soccorso alpino di Cortina ha quindi raggiunto il 46enne di Cadoneghe (PD), che faceva parte di una comitiva e aveva riportato un trauma alla caviglia, e lo ha accompagnato all'ospedale di Cortina.
Sempre a Cortina, i soccorritori della Guardia di finanza sono intervenuti in Val Forame de Fora, dove, dopo essersi staccata dal gruppo con cui stava camminando, un'escursionista lituana di 34 anni aveva perso l'orientamento rimanendo bloccata in prossimità del Ru Felizon. La squadra l'ha individuata, raggiunta e riaccompagnata a Cortina.
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2026
Borso del Grappa (TV), 05 - 09 - 26
Verso le 14.40 la Centrale di Treviso ha attivato il Soccorso alpino della Pedemontana del Grappa, per un pilota di parapendio precipitato tra gli alberi, un centinaio di metri a valle del decollo Tappeti. Il 48enne della Repubblica Ceca, perso il controllo della vela, era finito nel bosco rimanendo sospeso ai rami di un pino, dieci metri da terra. Una squadra ha quindi raggiunto il punto a quota 750 metri, dove era arrivato anche il personale sanitario del Suem di Pieve del Grappa. Con manovre di treeclimbing, un soccorritore ha risalito il tronco della pianta, ha assicurato l'uomo, liberandolo dai vincoli e calandolo a terra. Il pilota, che stava bene, è stato riaccompagnato sulla strada.
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2026
Interventi in montagna
Scritto da Michela CanovaBelluno, 05 - 09 - 26
Questa mattina verso le 10.30 la Centrale del 118 è stata attivata da un componente del Soccorso alpino bavarese, che aveva assistito a un incidente, accaduto non lontano da Porta Vescovo, e assieme a un altro passante stava assistendo l'infortunato. Un escursionista svedese di 58 anni, che stava percorrendo da solo la traccia che porta al Belvedere, era infatti scivolato ruzzolando una ventina di metri e riportando un sospetto trauma alla schiena. Arrivato sul posto, Falco 2 ha sbarcato equipe medica e tecnico di elisoccorso, che hanno prestato le prime cure all'uomo e lo hanno imbarellato. Issato a bordo con 50 metri di verricello, l'infortunato è stato trasportato all'ospedale di Belluno. Pronta a intervenire anche una squadra del Soccorso alpino di Livinallongo.
Allertata verso mezzogiorno, una squadra del Soccorso alpino di Auronzo è salita al Rifugio Auronzo, dove ha caricato a bordo del proprio mezzo un escursionista di 70 anni di Singapore, che si era sentito poco bene. L'uomo è stato accompagnato a Misurina al rendez vous con l'ambulanza di Cortina, diretta in ospedale per gli approfondimenti del caso.
Alle 13.45 circa il gestore del Rifugio Tissi ha contattato il 118, poichè era entrato da poco un escursionista, che manifestava i sintomi di una reazione allergica, non si sa dovuta a cosa. Le condizioni del trentenne di Rovato (BS) sono state controllate dal personale medico di Falco, atterrato in piazzola. Imbarcato, l'escursionista è stato trasportato all'ospedale di Belluno per i dovuti accertamenti.
Verso le 13.50 la Centrale operativa ha ricevuto la chiamata per una biker caduta dalla propria mountain bike nella zona Col Duro - Mondeval. La 47enne austriaca, che si era fatta male a una gamba, è stata recuperata dall'elicottero dell'Aiut Alpin Dolomites di Bolzano e accompagnata al Codivilla.
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2026
Vicenza, 05 - 09 - 27
Questa mattina attorno alle 11 il Soccorso alpino di Arsiero è stato allertato per un escursionista che, dopo essere scivolato nella parte alta del tratto nero della Ferrata delle Anguane, in comune di San Pietro Valdastico, si era bloccato per una crisi di panico e non era più in grado di muoversi. Una squadra di uan decina di volontari è risalita lungo il percorso attrezzato e ha raggiunto il trentenne di Cittadella, che era assieme a un'amica e non aveva riportato conseguenze. Una volta assicurato, l'escursionista è stato calato una ventina di metri e poi riaccompagnato a piedi alla strada.
Verso le 13.40 è giunta ai soccorritori di Arsiero la seconda attivazione, per un parapendio precipitato nella zona di Malga Foraoro, nel comune di Caltrano, per cui è stato chiesto anche il supporto del Soccorso alpino dei Sette Comuni. Decollata da poco, una pilota di parapendio quarantenne francese, probabilmente a causa dell'improvvisa chiusura della vela, aveva infatti impattato al suolo subendo la probabile frattura di una gamba. Arrivati sul posto assieme a due sanitari di Stazione, i soccorritori hanno prestato assistenza all'equipe medica e al tecnico di elisoccorso dell'elicottero di Treviso emergenza, sopraggiunti nel frattempo e sbarcati a terra. Immobilizzato l'arto e imbarellata, la donna è stata spostata di qualche decina di metri, in un posto più agevole per essere issata a bordo con il verricello. L'infortunata è stata portata all'ospedale di Vicenza. Presenti anche I Vigili del fuoco di Asiago.
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2026
Belluno, 05 - 09 - 26
Attorno alle 10 la Centrale del Suem è stata attivata per due emergenze in contemporanea. Falco 2 è stato quindi inviato sulla parte terminale della Ferrata Piazzetta al Piz Boè, dove a circa 2.850 metri di quota un escursionista aveva riportato un trauma alla caviglia. Il 52enne di Ferrara, che era in compagnia di un'altra persona, è stato raggiunto dal tecnico di elisoccorso, sbarcato con un verricello di 30 metri. Issato a bordo, l'infortunato è stato trasportato all'ospedale di Agordo.
L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è invece volato sulla nord ovest del Civetta, per un incidente alpinistico al quinto tiro della Via Capitan Sky - Hook. Durante la scalata, un 55enne di Montecchio Maggiore (VI) era volato sbattendo con un piede sulla roccia. Fissato il campo base al Rifugio Tissi, in due rotazioni l'eliambulanza si è avvicinata alla parete e ha provveduto al recupero sia dell'infortunato, poi portato all'ospedale di Agordo, che del compagno di cordata, imbarcati con due verricelli da 50 metri.
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2026
Cogollo del Cengio (VI), 05 - 09 - 26
Ieri nel tardo pomeriggio su richiesta dei Carabinieri è stato allertato il Soccorso alpino di Arsiero, per un escursionista che aveva chiesto aiuto, bloccato lungo una traccia del Monte Cengio. Risaliti alla posizione tramite le coordinate, due squadre di una decina di volontari complessivamente sono partite una dall'alto e una dal basso, per cercare di individuare dove si trovava l'uomo. La squadra avvicinatasi dall'alto lo ha ritrovato dopo un'ora di cammino: era incolume, ma molto provato dalla fatica e completamente disidratato. Il 43enne padovano era partito nel primo pomeriggio per una camminata sulla parte alta del Cengio e aveva scelto per rientrare il sentiero 643 del Capel de fero, che congiunge il Monte Cengio a Pian Grande. Dopo aver incrociato un tratto franato, era risalito non sentendosela di proseguire e aveva perso l'orientamento, fermandosi nel bosco sfinito. Una volta da lui, i soccorritori gli hanno dato da bere e qualcosa da mangiare e lo hanno riaccompagnato alla macchina. Non è la prima volta che qualche escursionista si trova disorientato lungo quel percorso, probabilmente "ingannato" dai segnali posizionati dall'Enel che indicano l'Alta tensione. Visto inoltre il perdurare delle alte temperature, consigliamo di adottare tutte le precauzioni per affrontate lunghe camminate al caldo e soprattutto di portare con sé un'abbondante riserva di acqua, per non dover subire le conseguenze della disidratazione.
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2026
Cortina d'Ampezzo (BL), 04 - 09 - 26
È stato necessario calare con il verricello una lunghezza di 90 metri il tecnico di elisoccorso, per riuscire a recuperare la coppia di alpinisti svizzeri, rimasti incrodati al di fuori del tracciato della via Eötvös- Dimai, sulla Tofana di Rozes. I due, un uomo e una donna trentenni, avevano chiamato il 118 verso le 17.20 poiché arrivati sul punto in cui l'itinerario alpinistico si sposta a sinistra verso gli ultimi tiri più esposti, loro erano andati avanti dritti incrodandosi sulla parete strapiombante. Al telefono avevano spiegato di trovarsi circa 200 metri sopra il secondo anfiteatro, a una quota di 3mila metri, inviando le coordinate del punto in linea con quanto descritto. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha quindi effettuato una ricognizione individuandoli. È poi sceso a fare campo base al Rifugio Dibona, lasciando a terra equipe medica e materiale, per poi riprendere quota e provvedere al recupero dei due alpinisti, calando il tecnico di elisoccorso, che li ha assicurati uno alla volta e issati a bordo. Gli scalatori, che erano illesi, sono stati lasciati al Rifugio.
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2026
Interventi in montagna
Scritto da Michela CanovaBelluno, 04 - 09 - 27
Poco prima delle 13 il Soccorso alpino di Cortina è stato attivato per una escursionista olandese di 59 anni, che si era fatta male alla spalla lungo il sentiero del Col dei Bos. I soccorritori della Guardia di finanza hanno raggiunto la donna, che era in compagnia di un'altra persona, e lo hanno trasportata al Codivilla. Una seconda squadra è intervenuta all'altezza dei ruderi della Grande Guerra nella zona del Faloria, da dove aveva chiamato un turista ungherese, in difficoltà e agitazione poiché si trovava fuori dal sentiero 212, in un punto di terreno instabile. Una volta dall'uomo i soccorritori lo hanno riaccompagnato a valle.
Falco 2 è volato sul sentiero Bonacossa, sui Cadini di Misurina, per un escursionista israeliano di 43 anni, che non riusciva più a proseguire per uno stiramento al polpaccio. Sbarcato in hovering il tecnico di elisoccorso è stato poi issato a bordo assieme all'infortunato, preso in carico dall'equipe medica e trasportato all'ospedale di Belluno. Una squadra del Soccorso alpino di Auronzo si è mossa in supporto all'ambulanza, per un incidente ciclistico. Partiti in due in mountain bike da Misurina, passando per Col de Varda e Rifugio Città di Carpi, al momento di scendere per la Val d'Onge uno dei due ciclisti tedeschi era caduto a terra, sbattendo un gomito. I due avevano proseguito a piedi riuscendo ad arrivare fino al Cason de la Crosera, dove sono stati raggiunti dai soccorritori.
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2026
Cortina d'Ampezzo (BL), 04 - 09 - 26
Sono gravi le condizioni di un alpinista di Biella precipitato una ventina di metri dallo Spigolo Zero, via di arrampicata sul primo Pilastro della Tofana di Rozes.
Verso mezzogiorno è dieci la Centrale del 118 è stata contattata da una guida alpina, che si trovava sullo stesso itinerario e che aveva lanciato l'allarme, giunto anche da una persona, che dal ghiaione sottostante sentiva provenire urla di aiuto dalla parete.
Primo di cordata, il 68enne di Occhieppo Inferiore era volato per una ventina di metri impattando sulla roccia, rompendo il caschetto nell'urto e rimanendo a testa in giù privo di coscienza. Raggiunto dalla Guida alpina, che lo ha sollevato e raddrizzato, l'alpinista è stato preso in carico dal medico di Falco 1, calato sull'infortunato dal tecnico di elisoccorso, che aveva attrezzato un apposito ancoraggio dopo essere sceso poco sopra. Prestate le prime cure e stabilizzato, il rocciatore è stato issato a bordo con un verricello di 60 metri. Anche la compagna è stata poi recuperata con la stessa modalità. Il ferito, con un possibile grave trauma cranico, è stato trasportato all'ospedale di Treviso.
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2026
Belluno, 04 - 09 - 26
Ieri sera poco prima delle 20 due alpinisti polacchi hanno contattato la Centrale del 118, poiche erano in difficoltà sulla Grande delle Tre Cime di Lavaredo. L'elicottero di Treviso emergenza, fatto intervenire in loro aiuto, ha tentato di avvicinarsi, ma le forti raffiche di vento ne hanno precluso l'operatività. In contatto telefonico con gli scalatori, il tecnico di Centrale ha spiegato la situazione, verificando la loro possibilità di bivaccare in parete e suggerendo un punto dove potersi riparare durante la notte, per poi appurare alle prime luci se potevano rientrare autonomamente o se necessitassero ancora di supporto. Questa mattina, quando la risposta è stata che avevano ancora bisogno, alle 7.30 è decollato Falco 2, che li ha individuati sulla Cengia circolare poco sotto la cima. I due alpinisti sono stati issati a bordo dal tecnico di elisoccorso con un verricello di 40 metri. Una volta sbarcati al Rifugio Lavaredo per un controllo sanitario, uno dei due ha detto all'equipaggio che ieri, durante la scalata dello Spigolo Dibona, era volato 25 metri. Avendo riportato probabili contusioni alla schiena, l'infortunato è stato quindi trasportato per i controlli del caso all'ospedale di Belluno.
Attorno alle 21 la Centrale del 118 aveva inoltre iniziato a ricevere delle segnalazioni di luci provenienti dalla Tofana, dal gestore del Rifugio Dibona e da altri testimoni, che temevano trattarsi di richieste di aiuto. Il Soccorso alpino di Cortina si era recato sul posto senza più vederle, salvo poi ricevere ulteriore conferma verso le 21.45, quando i Vigili del fuoco avevano informato il Suem della ricezione di un messaggio d'allarme Garmin, con coordinate posizionate in quota. Di rientro da Auronzo, l'eliambulanza di Treviso è quindi volata verso la cima, trovando tre alpinisti canadesi bloccati sugli ultimi tiri del Primo Spigolo alla Tofana di Rozes. I tre ragazzi sono quindi stati issati a bordo dal tecnico di elisoccorso con un verricello di 30 metri. Due scalatori erano illesi, la terza, una ragazza, si era invece fatta male a una caviglia. Verso l'una meno un quarto, tutti e tre sono stati lasciati in piazzola al Codivilla, dove si trovava pronto in supporto il Soccorso alpino, una cui squadra era salita poco prima a recuperare un'escursionista polacca che si era fatta male a un piede scendendo dal Rifugio Vandelli. I soccorritori l'avevano raggiunta in fondo alle scalette, le avevano immobilizzato l'arto e l'avevano caricata in barella, per poi trasportarla a valle assieme al compagno e condurla, alle 23, in ospedale.
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2026
Due interventi in montagna
Scritto da Michela CanovaBelluno, 03 - 09 - 26
Attorno alle 13.15 la Centrale del 118 è stata attivata per un escursionista investito da un masso in un canale sulle Marmarole. Mentre percorreva il sentiero del Pastore che taglia il Ciastelin sopra il Rifugio Baion, un 81enne di Domegge di Cadore era stato infatti colpito di lato da un masso rotolatogli addosso ed aveva riportato una trauma costale e contusioni alle gambe. Individuato il punto in cui l'infortunato si trovava assieme a un amico, l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha verricellato il tecnico di elisoccorso e il medico, che gli hanno prestato prima assistenza. Issato a bordo con un verricello di 15 metri, l'uomo è stato trasportato all'ospedale di Belluno. Il compagno è rientrato a valle in autonomia.
Verso le 13.30 è scattato un secondo allarme per una cordata bloccata a 2.900 metri lungo la Via Eötvös - Dimai sulla Tofana di Rozes a Cortina d'Ampezzo. I due alpinisti austriaci, incapaci di proseguire lungo il tracciato, sono stati individuati dall'equipaggio di Falco 2 e recuperati dal tecnico di elisoccorso avvicinato alla parete con un verricello di 50 metri. Gli scalatori, che erano illesi, sono stati lasciati al Rifugio Dibona.
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2026
Incidente alpinistico sul Pelmo
Scritto da Michela CanovaVodo di Cadore (BL), 01 - 09 - 26
Alle 17.30 la Centrale del Suem è stata contattata dal compagno di cordata di un alpinista precipitato oltre 20 metri dalla cima del Monte Pelmo. In occasione dei sessant'anni dalla sua apertura, i due scalatori avevano salito la Via Masucci - Franceschetti, ne erano usciti in vetta e si erano slegati pronti per rientrare, quando il 29enne di Verona era scivolato e caduto lungo la parete, riuscendo ad aggrapparsi alla roccia su un terrazzino, oltre venti metri più in basso, a 2.400 metri di altitudine. Individuato il punto in cui si trovava, al limitare delle nebbie, l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha calato il tecnico di elisoccorso con un verricello di 30 metri. L'alpinista, che aveva riportato un grave trauma al piede e diverse contusioni, è stato issato a bordo e trasportato su un prato nelle vicinanze del Rifugio Venezia. Mentre l'equipe sanitaria gli prestava le prime cure, l'eliambulanza è risalita in quota e ha provveduto a imbarcare anche il compagno, fatto salire in hovering. L'infortunato è stato poi portato all'ospedale di Belluno.
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Cortina d'Ampezzo (BL), 01 - 09 - 26
Si è concluso all'una di notte il recupero di un escursionista tedesco bloccato in quota al rientro dalla Ferrata Dibona, dopo il passaggio della tempesta di grandine. L'uomo, che aveva perso la traccia scendendo verso Son Forca sotto Forcella Bassa, aveva chiesto aiuto mandando la propria posizione verso le 21.30. Una squadra è risalita e piedi e lo ha ritrovato a circa 2.100 metri di altitudine: sprovvisto di giacca antipioggia e indossando solo una camicia, era bagnato e infreddolito. I soccorritori gli hanno dato di che coprirsi, lo hanno riportato sul sentiero e riaccompagnato a Rio Gere.
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Ritrovato senza vita il giovane escursionista disperso nel Gruppo del Fumante
Scritto da Michela CanovaRecoaro Terme (VI), 31 - 08 - 26
Ha purtroppo avuto il peggiore esito la ricerca del giovane escursionista disperso nel Gruppo del Fumante, del quale la famiglia non aveva più notizie da sabato, quando era partito per salire la Ferrata del Vajo Scuro e per passare una notte in rifugio. Scattato l'allarme nella tarda serata di ieri, dopo aver rinvenuto la macchina ancora parcheggiata al Rifugio Battisti, le squadre del Soccorso alpino di Recoaro - Valdagno, Schio e Arsiero, assieme ai soccorritori della Guardia di finanza, presenti con il loro elicottero proveniente da Venezia, dotato di dispositivo Imsi Catcher, hanno avviato la ricerca a terra e in volo, affiancati dai Vigili del fuoco e dai Carabinieri.
Nel primo pomeriggio è arrivata la segnalazione di un escursionista che ieri, affrontando la Ferrata del Vajo Scuro si era imbattuto in alcuni oggetti, che aveva portato via pensando fossero abbandonati. Oggi avendo sentito della ricerca in corso aveva chiamato per avvertire. L'attenzione dei soccorritori si è quindi concentrata a valle della prima parte della Ferrata del Vajo Scuro e una squadra ha iniziato a calarsi sulla verticale, trovando via via alcuni oggetti appartenuti al ragazzo, finché il drone del Soccorso alpino, fatto alzare in volo in supporto alle operazioni, non ha purtroppo individuato il corpo senza vita del 22enne di Saonara (PD). I soccorritori hanno quindi raggiunto la salma fornendo le coordinate all'elicottero di Verona emergenza in arrivo, che ha provveduto al suo recupero e al trasporto fino al campo base al Rifugio Battisti. Per cause in via di accertamento il ragazzo deve essere caduto poco dopo aver iniziato la salita della Ferrata, precipitando per oltre 200 metri.
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2026
Cortina d'Ampezzo (BL), 31 - 08 - 26
È stato ritrovato in una fitta boscaglia di mughi l'escursionista di 67 anni di Bologna, di cui non si avevano più notizie da questa notte, quando, dopo aver avvertito di essersi attardato nel rientrare dalla zona del Lavinores, che aveva perso lo zaino ed era caduto, dopo le 2.30, non aveva più risposto alle chiamate della moglie.
Scattato l'allarme attorno alle 5.30, sono partite le ricerche a terra e in volo. L'elicottero della Guardia di finanza di Bolzano, attraverso il tracciamento dell'Imsi Catcher, aveva delimitato una prima area di ricerca a una zona a circa 1.540 metri di quota sotto il Lavinores, senza però riscontri. In una seconda perlustrazione, in cui era stata ristretta l'area, l'equipaggio aveva notato uno zaino blu, fissandone le coordinate.
Una squadra mista a terra è risalita avvicinandosi allo zaino e agli oggetti, appartenenti all'escursionista. Mentre i soccorritori si muovevano a terra nell'intrico della boscaglia, il B3 dell'Air service center convenzionato con il Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi, si è avvicinato riuscendo con il movimento dell'aria a spostare in alcuni punti la vegetazione migliorando la visibilità, finche l'uomo non è stato individuato e poi raggiunto dai soccorritori 100 metri più in basso, sopra il Cason d'Antruiles.
L'uomo è stato quindi preso in carico dall'equipe medica e dal tecnico di elisoccorso dell'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, calati sulla verticale, che ne hanno valutato le condizioni: era disidratato e lamentava dolori all'anca e alla schiena. Caricato in barella e issato a bordo con un verricello di 10 metri, l'uomo è stato trasportato per accertamenti in ospedale a Belluno.
Appassionato di antichi tracciati, dal suo racconto aveva cercato di risalire sul Lavinores da Antruiles lungo una itinerario non segnalato che segue una cengia. Quando aveva deciso di rientrare sul versante sud aveva perso l'orientamento in mezzo ai mughi, aveva lasciato lo zaino ed era ruzzolato tra gli alberi senza ritrovare più il cellulare.
Hanno preso parte alle ricerche una cinquantina di persone del Soccorso alpino di Cortina, della Guardia di finanza, dei Carabinieri, dei Vigili del fuoco. Operativi gli elicotteri della Guardia di finanza di Bolzano, dei Vigili del fuoco e dell'Air service center, convenzionato con il Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi. Presenti tre unità cinofile del Cnsas e dei Vigili del fuoco. Un aiuto importante è arrivato da uno dei guardiaparco che ha indicato ai soccorritori il reticolo dei vecchi tracciati presenti.
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2026

