2025

Schio (VI), 28 - 09 - 25
Percorrendo il sentiero nel bosco che collega Malga Ronchetta a Malga Pianetti sul Monte Novegno, un escursionista di 57 anni di Velo d'Astico ha perso l'equilibrio, scivolando su un accumulo di grandine, residuo della recente tempestata, ed è caduto di lato iniziando a ruzzolare lungo il ripido pendio. L'uomo, che si trovava assieme alla moglie e ad amici al momento dell'incidente avvenuto a 1.400 metri di quota, si è fermato una ventina di metri più in basso rispetto al sentiero, dopo aver sbattuto la testa sui sassi affioranti. Scattato l'allarme al 118, sul posto è stato inviato l'elicottero di Verona emergenza, che ha verricellato equipe medica e tecnico di elisoccorso, scesi dall'infortunato dopo aver attrezzato una corda fissa. Attivato contemporaneamente, sul posto è arrivato il Soccorso alpino di Schio, per collaborare con l'equipaggio nelle manovre di recupero. Stabilizzato per un sospetto importante trauma cranico, il ferito è stato imbarellato. Allestita una sosta, la barella è stata quindi sollevata dai soccorritori per contrappeso sul sentiero e da lì spostata in un punto con un varco tra la vegetazione, dove è stata issata a bordo. L'elicottero è quindi partito in direzione di Verona.
Belluno, 28 - 09 - 25
Questa mattina Falco è volato fino alla piazzola del Rifugio Vandelli, dove si trovava un escursionista, trentenne, tedesco, che aveva riportato un trauma alla caviglia e non era in grado di tornare a valle in autonomia. L'infortunato è stato trasportato all'ospedale di Cortina. Nel pomeriggio è stato attivato il Soccorso alpino della Val di Zoldo, a seguito della richiesta di un 50enne di Belluno, che si era fatto male a un piede nella zona di Malga Paramper e non poteva più camminare. Una squadra lo ha raggiunto in fuoristrada e accompagnato alla sua macchina.
Brentino Belluno (VR), 28 - 09 - 25
Attorno alle 11.45 il Soccorso alpino di Verona ha ricevuto l'attivazione da parte della Centrale del Suem, per un 65enne di Cesena, che aveva accusato un malore a un centinaio di metri dall'inizio del Sentiero del Pellegrino. Una squadra è quindi partita da località Ceraino, dove si stava svolgendo un addestramento, per raggiungere l'uomo, che, malgrado gli fosse stato raccomandato di non muoversi, era in realtà sceso autonomamente. I soccorritori sono andati incontro all'escursionista, le cui condizioni sono state poi valutate dal personale sanitario dell'ambulanza sopraggiunto nel frattempo. Contestualmente ai soccorritori è stato chiesto di mettersi a disposizione per un eventuale supporto all'elicottero di Trento, in arrivo per una signora che si era sentita poco bene fuori del Santuario della Madonna della Corona. La donna è stata recuperata dall'eliambulanza.
Voltago Agordino (BL), 28 - 09 - 25
Salito al Bivacco Biasin sul Monte Agner già giovedì scorso, un escursionista di Perugia di 60 anni è rimasto bloccato nei giorni seguenti dalla recente perturbazione, che ha portato neve in quota. Questa mattina, dopo aver tentato di scendere autonomamente, è stato costretto a chiamare il 118 e a chiedere aiuto, poiché la neve aveva reso invisibili le  tracce del sentiero rendendo rischiosa la progressione. L'uomo, che era ben attrezzato e seguito dai gestori del Rifugio Scarpa, si trovava un'ottantina di metri sotto il Bivacco. Individuato dall'elicottero del Suem di Pieve di Cadore a circa 2.550 metri di altitudine, è stato issato a bordo con il verricello dal tecnico di elisoccorso e trasportato fino al Rifugio.
Avvertiamo che nei giorni scorsi la neve è scesa nei versanti a nord fino a 2.200 metri, coprendoli totalmente a partire da quota 2.400/2.600. Le condizioni che si trovano sono quindi tipiche dell'alta montagna invernale e necessitano di attrezzatura adeguata e capacità di movimentazione in ambiente innevato.  

Venerdì prossimo ritorna la Dolomiti Rescue Race

Pieve di Cadore (BL), 28 – 09-25

Al via venerdì prossimo, 3 ottobre, la XIV edizione della Dolomiti Rescue Race, la manifestazione nazionale ed internazionale riservata ai componenti dei mountain rescue team di tutto il mondo, con prove tecniche e di resistenza. Organizzata dalla stazione del Soccorso alpino di Pieve di Cadore, con il supporto della II Delegazione Dolomiti Bellunesi e del Soccorso alpino e speleologico Veneto, la gara si tiene a squadre di quattro componenti ciascuna, dotate di materiale tecnico individuale e di gruppo.  Ad oggi sono iscritte 52 squadre provenienti da tutta Italia, che potranno iscriversi fino al giorno stesso della gara, e da 5 altre nazioni: Repubblica Ceca, Romania, Austria, Slovenia, Croazia. L'evento è diventato a tutti gli effetti un momento di scambio, di nascita di amicizie, di gemellaggio tra persone accomunate dagli stessi spirito e ideali. La gara è un insieme di capacità fisica e tecnica: 2.200 metri di dislivello per 17 chilometri da superare al pari dell'intervento di soccorso di una squadra a piedi, con equipaggiamento personale per muoversi in sicurezza e corde da 60 metri per il gruppo. La partenza è da Praciadelan, nel Comune di Calalzo di Cadore, con dislivello positivo di 1.230 metri, di cui 250 metri di cresta rocciosa esposta, ma idoneamente attrezzata. La discesa si effettua con calata in corda doppia di sessanta metri fino al sentiero che, con dislivello negativo di 1100 metri, conduce al fondo valle. Prima dell’arrivo nella centralissima Piazza Tiziano a Pieve di Cadore, ogni squadra deve assemblare la propria barella e tagliare il traguardo trasportandola. L’intero percorso si sviluppa sulle pendici del Re delle Dolomiti: il Monte Antelao. Lo scenario del Gruppo delle Marmarole e degli Spalti di Toro fanno da cornice all’appassionante gara.

Questa manifestazione è nata con lo scopo di incontrarsi e confrontarsi, di stringere amicizia con tutti i componenti del Soccorso Alpino d’Italia e del mondo, in un contesto diverso da quello operativo d’intervento o addestramento. Non solo quindi un evento meramente sportivo, ma l’occasione per condividere con le proprie famiglie e amici una giornata di spensieratezza con lo spirito che contraddistingue ogni soccorritore. L’edizione 2025 è in calendario dal 3 ottobre, con la presentazione ufficiale a tutti i team iscritti alle 18.30 nel Museo dell’occhiale di Pieve di Cadore, al 4 ottobre, giorno della competizione. La cittadinanza è invitata a partecipare e a fare il tifo per le squadre in arrivo al traguardo in Piazza Tiziano, nonché al pranzo e successive premiazioni che si terranno dalle 12 nella tensostruttura di Piazza dei Martiri della Libertà. Saremo felici di avere con noi i rappresentanti degli organi di informazione. Un grande ringraziamento ai nostri sostenitori: il main sponsor Montura, Enervit Sport, Kong, Max Catering, Ande, Passuello Combustibili, Endu, Spencer, Look Occhiali, C’era una volta un re, Dolometto, Meemu. L’evento ha il patrocinio del Comune di Pieve di Cadore e del Comune di Calalzo di Cadore.

Rotzo (VI), 27 - 09 - 25
Una squadra del Soccorso alpino dell'Altopiano Sette Comuni è intervenuta assieme al personale dell'ambulanza, in prossimità del Rifugio Campolongo, per una escursionista di 39 anni di Merano, che si era procurata un trauma alla caviglia. La donna, che si trovava con amici a un centinaio di metri dalla struttura, è stata caricata in ambulanza e trasportata all'ospedale di Asiago. 
Auronzo di Cadore (BL), 27 - 09 - 25
Diretti al Bivacco Fanton lungo il sentiero numero 280, due escursionisti trevigiani, non attrezzati per le condizioni di alta montagna, sono rimasti bloccati dalla neve a circa 2.400 metri di quota e, incapaci di proseguire o tornare sui propri passi, hanno chiesto aiuto attorno a mezzogiorno. Poiché la presenza di nuvole non garantiva l'intervento di Falco, mentre l'elicottero si avvicinava al punto, una squadra del Soccorso alpino di Auronzo si è preparata in piazzola. Fortunatamente un varco tra le nuvole ha permesso il passaggio dell'eliambulanza, che ha individuato i due 22enni di Riese Pio X e ha calato il tecnico di elisoccorso per poi scendere al campo base. I due ragazzi, che erano bagnati e infreddoliti, sono stati dotati di imbrago dal soccorritore. L'elicottero è quindi risalito e in due rotazioni li ha issati a bordo con una verricellata di 15 metri, per poi portarli a valle. 
È invece rientrato l'allarme per un signore di 83 anni di Teolo (PD), allontanatosi in passeggiata mentre con la moglie si trovava nei pressi del Lago di Mosigo e non rientrato. La donna, che lo aveva perso di vista verso le 10.30, dopo averlo atteso e cercato, ne aveva segnalato la scomparsa verso le 13.30. Il Soccorso alpino di San Vito di Cadore, assieme ai Vigili del fuoco, ha quindi avviato la perlustrazione delle zone vicino al lago e lungo il Boite, finché l'anziano non è stato ritrovato, che stava camminando, in località Geralba. 
 
Cortina d'Ampezzo (BL) 26 - 09 - 25
Una squadra del Soccorso alpino di Cortina e della Guardia di finanza è in rientro dal Pomagagnon assieme a una coppia di turisti inglesi, appena recuperata fuori traccia sulla Ferrata della Terza Cengia. A un centinaio di metri dall'uscita infatti, l'uomo e la donna, erano andati dritti invece di seguire il tracciato corretto che, in quel punto, esegue una curva. Proseguendo per un tratto si erano però bloccati, lei in preda al panico, incapaci di tornare sui propri passi. La coppia ha chiesto aiuto passate da poco le 16 e, in contatto telefonico, l'uomo ha detto alla Centrale che erano in un punto ripido, senza potersi muovere. Ricevute le coordinate, mentre due soccorritori si preparavano in piazzola, Falco ha tentato di avvicinarsi, costretto però a rinunciare perché a 1.900 metri di quota le nuvole non permettevano di andare oltre. Da Zumeles è quindi partita una squadra per salire a piedi, che si è portata all'uscita della Ferrata per poi raggiungere la coppia. Dopo avere assicurato gli escursionisti, i soccorritori li hanno accompagnati al termine del percorso e stanno rientrando verso Rio Gere. 
Pieve del Grappa (TV), 25 - 09 - 25
Verso mezzogiorno e mezza il Soccorso alpino della Pedemontana del Grappa è stato attivato, per un parapendio precipitato una settantina di metri sulla verticale dalla croce di vetta del Monte Frontal. Il pilota inglese di 68 anni, che non aveva riportato conseguenze, era rimasto sospeso con la vela tra gli alberi a 15 metri da terra. Una squadra si è avvicinata con i mezzi lungo una strada forestale, per poi proseguire a piedi dal sentiero numero 109. Individuata la pianta, i soccorritori sono saliti con tecniche di treeclimbing, hanno dotato di imbrago l'uomo, che si era liberato dal seggiolino, e lo hanno calato al suolo. 
Cison di Valmarino (TV), 24 - 09 - 25
È stata recuperata verso le 5 di questa mattina dall'elicottero dell'Esercito, la 36enne dello Iowa la cui scomparsa era stata segnalata ieri verso le 19.30 dalla struttura dove la giovane donna sta seguendo uno stage e dove, attesa, non si era presentata. La donna era uscita per una corsa di una mezz'oretta come di consueto al mattino verso le 9, partendo dall'abitato di Cison di Valmarino e di lei non si era più saputo nulla. Scattato l'allarme, il Soccorso alpino delle Prealpi Trevigiane ha fissato il campo base nella propria sede e assieme ai Vigili del fuoco sono state analizzate le informazioni in possesso. Grazie all'attivita di ricerca del Soccorso alpino della Guardia di finanza per l'aggancio dell'ultima cella telefonica attiva, richiedendo i codici Imsi a tutti gli operatori telefonici e anche al Centro di cooperazione internazionale del Ministero dell'interno, in quanto la scheda registrata in Italia era una E-SIM, assieme a Vigili del fuoco sono stati localizzati tre punti dall'accesso al Pc personale che aveva in casa, che risultava collegato al telefono cellulare. Si è così riusciti a risalire a tre posizioni registrate dalla statunitense, una a Follina, una a Pianezze di Valdobbiadene e una nella zona di Forcella del Diavolo, sopra Cison. In tutte e tre le geolocalizzazioni sono state inviate altrettante squadre, finché i soccorritori che, in un'ora e mezza a piedi, erano risaliti sul sentiero che porta alla Forcella, urlando il suo nome, hanno sentito la sua voce e sono riusciti a individuarla. La donna era ruzzolata per una cinquantina di metri tra la vegetazione e i salti di roccia già al mattino alle 10. I soccorritori sono scesi da lei, attrezzando una corda fissa per agevolare gli spostamenti. Subito assistita, aveva riportato un trauma al volto, con difficoltà a vedere da un occhio, traumi al bacino e a una gamba e manifestava i sintomi dell'ipotermia, avendo passato lunghe ore sotto la pioggia. Mentre sul posto  una quindicina tra soccorritori, compreso un infermiere della Stazione, e Vigili del fuoco valutava la possibilità di un trasporto in barella, che avrebbe richiesto oltre tre ore di movimentazione, veniva verificata la possibilità di avvicinamento di un elicottero abilitato al volo notturno. Nel frattempo, poiché in zona non c'è copertura telefonica, via radio le squadre erano in stretto contato con il personale sanitario dell'automedica arrivata nella sede del Soccorso alpino, per ricevere le dovute indicazioni in supporto all'infortunata e venivano allertate le Stazioni di Pedemontana del Grappa e Alpago, qualora non fosse stato attuabile il recupero con l'elicottero. Fortunatamente, in seguito ai coordinamenti svolti dal Rescue Coordination Centre del Comando Operazioni Aerospaziali, da Casarsa della Delizia è decollato l'elicottero dell'Esercito che è atterrato in una piazzola appositamente allestita a Cison. Imbarcato un soccorritore, l'elicottero si è alzato in volo, ha raggiunto il posto e issato a bordo con il verricello l'infortunata, già caricata in barella. La donna è stata trasportata all'ospedale di Treviso. L'intervento si è concluso verso le 5.30. 
Cortina d'Ampezzo (BL), 24 - 09 - 25
Ieri sera verso le 20 la Centrale del 118 e stata contattata da 4 escursionisti messicani - due genitori settantenni, con il figlio e la nuora - fermi lungo il sentiero 402, che dal Rifugio Lagazuoi scende al Passo Falzarego, poiché due di loro erano affaticati e non più in grado di proseguire, ormai buio e sotto la pioggia. Attivato, il Soccorso alpino di Cortina assieme alla Guardia di finanza è partito per avvicinarsi con i fuoristrada e poi proseguire a piedi. Una volta raggiunti, i quattro sono stati accompagnati ai mezzi e trasportati a valle alla loro macchina.
 
Cortina d'Ampezzo (BL), 23 - 09 - 25
Salita al lago del Sorapis dal sentiero più conosciuto, ieri una coppia di turisti francesi ha poi deciso, dato l'affollamento di persone, di rientrare a valle da un altro itinerario, quello che sale alla Forcella Punta Nera e poi scende verso Forcella Faloria. Un itinerario ripido, che presenta dislivello e un tratto di ferratina. Partiti e arrivati sotto Punta Nera, hanno perso la traccia e hanno chiesto aiuto. Messi in contatto telefonico nel tardo pomeriggio con il Soccorso alpino di Cortina, dopo averne individuato la posizione, l'uomo e la donna sono stati guidati sul percorso corretto, da dove però - ormai sfiniti dalla stanchezza, senza pila, abbigliamento e attrezzature adeguati, lei impaurita - non sono più stati in grado di avanzare, complice anche la presenza della nebbia. Una squadra è salita in jeep ai Tondi del Faloria, per poi proseguire a piedi e raggiungerli in una mezz'ora. I soccorritori hanno quindi assicurato entrambi a loro con una breve corda, li hanno riaccompagnati fino al mezzo e da lì alla loro auto. L'intervento si è concluso alle 22.30 circa.
Cortina d'Ampezzo (BL), 22 - 09 - 25
Verso le 13.30 l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è decollato in direzione del Rifugio Biella, per una giovane turista colta da malore. La 22enne canadese, che si trovava all'interno della struttura assistita da altre persone e lamentava dolori addominali, è stata raggiunta e valutata dall'equipe medica e dal tecnico di elisoccorso atterrati in piazzola. Caricata a bordo, la ragazza è stata trasportata all'ospedale di Belluno per gli accertamenti del caso. 
Campolongo sul Brenta (VI), 22 - 09 - 25
Ieri sera attorno alle 21 il Soccorso alpino dell'Altopiano Sette Comuni è stati attivato a seguito della segnalazione di una persona, che, dall'abitato di Campolongo sul Brenta, vedeva nella zona del Monte Caina a Rubbio delle luci rosse persistenti in un punto dove non ci sono strade e temeva si trattasse di qualcuno in difficoltà. Una squadra è uscita per un sopralluogo nella zona indicata, salvo poi verificare che si trattava dell'illuminazione di una piccola chiesetta. I soccorritori sono quindi rientrati poco prima di mezzanotte. 
Setteville (BL), 22 - 09 - 25
È fortunatamente cessato in tarda serata l'allarme per il mancato rientro di due escursionisti, partiti sabato per completare la lunga traversata della Val Calcino, nel territorio di Alano di Piave, che richiede due giorni e un bivacco intermedio. Ieri attorno alle 20, tramite i Vigili del fuoco, alla Centrale del 118 era arrivata la segnalazione da parte della moglie di uno dei due uomini, un 33enne e un 61enne residenti a Montebelluna (TV), partiti per un itinerario alpinistico nella zona del Cippo Domadore: attesi per le 17 non si erano più fatti sentire e i cellulari risultavano irraggiungibili. Individuate grazie ai Carabibieri e ai Vigili del fuoco le loro macchine ancora sul posto, una all'imbocco della gola e una parcheggiata all'uscita, è stato attivato subito il Soccorso alpino di Feltre, che ha inviato una prima squadra in perlustrazione, mentre si preparavano ad intervenire il Gruppo forre e il Gruppo droni, nonché la Guardia di finanza con l'elicottero dotato di apparecchio rilevatore Imsi Catcher. Quello della Val Calcino è un lunghissimo itinerario, impervio e inaccessibile, senza molte vie di uscita laterali e quasi privo di copertura, con una quarantina di calate lungo la progressione in discesa. La squadra a piedi si è quindi incamminata sul Sentiero Rommel, che dallo sbocco a valle costeggia il canyon, finché dopo 20 minuti ha avvertito delle voci provenienti dal fondo della gola. Avvicinatisi a una cinquantina di metri in un punto ripido e impervio i soccorritori sono riusciti a parlare con i due, che si erano probabilmente attardati nella discesa e si trovavano a 4 calate circa dall'uscita: stavano bene, hanno rifiutato il recupero e detto alla squadra che avrebbero passato una seconda notte sul greto del torrente, per rientrare autonomamente questa mattina alle prime luci. Le squadre sono quindi tornate indietro e alle 23 si è chiuso l'intervento. Questa mattina i due, usciti dalla valle, hanno informato la Centrale di essere arrivati alla macchina. 
Nella notte si è registrato anche un intervento del Soccorso alpino della Val Pettorina, allertato per due alpinisti in difficoltà, sull'ottavo tiro della Via Vinatzer - Messner in Marmolada. Una squadra si è portata al Rifugio Falier per per monitorare la situazione. Alle prime luci i due scalatori, che non erano più riusciti a proseguire, hanno iniziato a calarsi autonomamente. 
Teolo (PD), 21 - 09 - 25
Attorno alle 15.30 la Centrale del Suem ha attivato il Soccorso alpino di Padova, per un'escursionista caduta lungo il sentiero 14, che scende dal Monte Grande sui Colli Euganei. La 62enne di Padova, che lo stava percorrendo assieme a un'amica poi andata incontro ai soccorritori, scivolata a terra si era fatta male a una gamba, riportando un trauma a tibia e perone, non lontano da Passo Fiorine. Raggiunta da una squadra con il fuoristrada, i soccorritori le hanno immobilizzato l'arto e l'hanno caricata in barella, per poi trasportarla 400 metri fino all'ambulanza, che l'ha accompagnata all'ospedale di Abano Terme. 
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