2025

Belluno, 15 - 06 - 25
Sono numerosi gli interventi portati a termine questa domenica sulle montagne bellunesi. Stamattina verso le 11.20 la Centrale del 118 ha attivato il Soccorso alpino di Livinallongo per un ciclista infortunatosi lungo la pista che passa nelle vicinanze del Rifugio Plan Boè. Il 38enne di Brunico, che caduto dalla propria mountain bike aveva riportato un trauma al volto, è stato raggiunto in fuoristrada, imbarellato, caricato a bordo e portato al rendez vous con l'ambulanza. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è stato inviato sul sentiero tra il Rifugio Lavaredo e Forcella Lavaredo, dove una turista ceca di 70 anni aveva perso i sensi. Dopo una prima verifica delle sue condizioni, la donna è stata trasportata per i dovuti approfondimenti all'ospedale di Belluno. Mentre si trovava al Rifugio Padova, in concomitanza con la chiusura in discesa della strada di accesso, una 26enne in attesa di un bimbo ha avuto un malore. Una squadra del Soccorso alpino del Centro Cadore è quindi partita con il quad per fare da scorta all'ambulanza, bloccare eventuali macchine in salita e agevolare il trasporto della donna all'ospedale per gli accertamenti del caso. L'elicottero è poi volato sull'itinerario di rientro dalla Torre Piccola di Falzarego, per un alpinista di 28 anni di Bolzano, che si era fatto male a un piede e non era più in grado di proseguire da solo. Il Soccorso alpino di Alleghe ha infine raggiunto al Rifugio Città di Fiume e riportato a valle una escursionista 24enne della Repubblica Ceca, con un probabile trauma alla caviglia che le impediva di camminare.
Auronzo di Cadore (BL), 14 - 06 - 25
L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è intervenuto sulla Forcella del Camoscio, Monte Paterno, per una coppia di escursionisti francesi, lei 46 anni, lui 52 anni, incapaci di proseguire. La coppia è stata recuperata con un verricello di 15 metri e trasportata a valle. Una squadra del Soccorso alpino di Auronzo di Cadore era pronta per eventuale supporto. 
 
Pieve di Cadore (BL), 14 - 06 - 25
È stato purtroppo ritrovato senza vita Igor Turkan, il 44enne di Pieve di Cadore (BL), del quale la famiglia non aveva più notizie da quando questa notte era uscito di casa. Le squadre in ricerca da questa mattina alle 7 stanno rientrando. 
Belluno, 14 - 06 - 25
Questa mattina una squadra del Soccorso alpino di Agordo è andata incontro a un 75enne di Belluno, che si era fatto male risalendo il Canale della Besausega per fotografare i lanci delle tute alari. L'uomo, scivolato, riportando contusioni, era poi riuscito a scendere da solo sulla strada per Taibon Agordino. I soccorritori lo hanno caricato sul mezzo e accompagnato all'ospedale di Agordo. La Centrale del 118 è stata poi contattata da tre giovani inglesi, due 21enni e un ventenne, in difficoltà sulle Marmarole, ad Auronzo di Cadore. I ragazzi erano usciti dal sentiero numero 280 che porta dal Bivacco Musetti al Voltolina. Una volta geolocalizzato il punto, sotto Forcella Vanedel, e messi in contatto telefonico con i soccorritori di Auronzo, sono stati indirizzati nel ritornare sul sentiero ferrato, ma hanno di nuovo chiesto supporto poiché non erano attrezzati adeguatamente per la presenza di neve, pur avendo incontrato altri escursionisti disposti a dare loro una mano. I tre ragazzi sono stati recuperati dall'elicottero dell'Air service center, convenzionato con il Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi, e lasciati a Palus San Marco. Una squadra del Soccorso alpino della Val Pettorina è invece stata inviata nei pressi del Rifugio Padon, dove un'escursionista di 74 anni di Udine si era fatto male a una gamba. L'uomo è stato raggiunto in jeep e accompagnato a valle.
Pieve di Cadore (BL) 14 - 06 - 25
Da questa mattina alle 7 sono in corso le ricerche di un 44enne di Pieve di Cadore (BL), uscito nella notte dalla propria abitazione senza dare più notizie di sé. Il Soccorso alpino di Pieve di Cadore, delle Stazioni limitrofe e della Guardia di finanza, con unità cinofile e droni, Vigili del fuoco con il proprio elicottero, stanno perlustrando le zone attorno all'abitato di Pieve di Cadore e nei comuni vicini. Igor Turkan, che è di corporatura robusta, al momento di uscire indossava pantaloncini corti neri con fasce bianche e una tshirt azzurra. Chiunque avesse sue informazioni è pregato di contattare i Carabinieri.
 
Verona, 14 - 06 - 25
Arrivate con i mezzi pubblici nelle vicinanze dell'inizio del sentiero della Val Borago, che da Avesa porta a Montecchio, due ragazze di 23 anni di Verona si sono inoltrate nella vallata, impegativa e molto selvaggia. Superata la scala di ferro che permette di oltrepassare un salto, di fronte all'itinerario che si inaspriva ancora di più, si sono però impaurite, hanno preferito fermarsi e lanciare l'allarme satellitare attraverso il loro cellulare. Verso le 19.30 è stato allertato il Soccorso alpino di Verona. In base alle coordinate ricevute della posizione, la squadra è partita dalla parte alta dell'itinerario, un tratto del sentiero europeo, E 5, recentemente chiuso da una catena, che i soccorritori si sono fatti aprire. Una volta raggiunte, le ragazze sono state assicurate e accompagnate per una quarantina di minuti a piedi fino alla strada e da lì in città, dove alcuni amici sono passati a prenderle. L'intervento si è concluso all'incirca alle 22.
Belluno, 13 - 06 - 25
Poco prima dell'una la Centrale del 118 è stata contattata da un uomo sotto shock, la cui moglie era caduta in una ripida scarpata, dopo che la staccionata, su cui si era appoggiata in un momento di pausa dalla camminata, aveva ceduto all'improvviso. Dalle prime informazioni raccolte, l'incidente era accaduto lungo la strada forestale che da Col di Forno di Zoldo porta a Villa di Dont, all'altezza del corso d'acqua Gaf de Malvarè. Risaliti alle coordinate, sul posto è stata inviata una squadra del Soccorso alpino della Val di Zoldo, poi supportata anche dai soccorritori di Longarone, e l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore. Purtroppo una volta da lei, è stato solo possibile constatare il decesso della 72enne di Venezia (al momento non sono note altre generalità), caduta per una sessantina di metri in un punto verticale senza vegetazione. Avvisati i Carabinieri e ottenuto il nulla osta dalla magistratura, la salma è stata recuperata con un gancio baricentrico di una sessantina di metri, dall'elicottero dell'Air service center convenzionato con il Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi, per essere affidata al carro funebre. 
In mattinata, verso le 11.20, l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore era intervenuto a Borca di Cadore, sul sentiero tra Passo Staulanza e il Rifugio Città di Fiume, dove un 72enne di Feltre (BL), non era stato più in grado di proseguire a causa di un malessere improvviso. L'uomo è stato imbarcato e accompagnato all'ospedale di Belluno per accertamenti.
Agordo (BL), 12 - 06 - 25
L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è intervenuto poco sotto la cima della Moiazza, poiché completata la Ferrata Costantini, probabilmente a causa della presenza della neve, un escursionista era sceso in un canale e si era fermato in un terrazzino, incapace di muoversi. Data la nebbia persistente, l'eliambulanza si è dovuta fermare in hovering all'altezza del Bivacco, per poi ripartire non appena si è aperto un varco. L'uomo, un tedesco di 32 anni, che era sceso una decina di metri dalla cengia Angelini, è stato individuato, imbarcato e trasportato al Passo Duran. Pronta a muoversi una squadra del Soccorso alpino di Agordo. 
Cortina d'Ampezzo (BL), 12 - 06 - 25
Alle 10.30 circa l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è decollato in direzione della strada bianca che dal Rifugio Dibona sale verso il Giussani, dove un turista statunitense di 64 anni era stato colto da malore. A lanciare l'allarme alcuni presenti. Sbarcati in hovering nelle vicinanze del secondo tornante, equipe medica e tecnico di elisoccorso hanno prestato le prime cure all'uomo, che è stato caricato in barella, imbarcato con il verricello e trasportato all'ospedale di Belluno. 
 
Caprino Veronese (VR), 12 - 06 - 25
Verso le 23.20 di ieri il Soccorso alpino di Verona è stato allertato dalla Centrale del Suem per un motociclista che si era fatto male cadendo sul ripido sentiero tra Baito Cola Lunga e Rubiana, a mille metri di quota. Il 32enne di Bussolengo (VR), che faceva parte di un gruppo di 6 -7 amici in discesa con le moto da cross, aveva perso il controllo del mezzo e si era procurato la sospetta frattura di una gamba. Individuata la posizione, i soccorritori si sono avvicinati con i mezzi al Baito Cola Lunga, per poi scendere a piedi e raggiungerlo. Dopo aver ricevuto le prime cure, l'infortunato è stato imbarellato e trasportato più a nord in una radura tra la vagetazione, per agevolare il successivo recupero da parte dell'elicottero di Trento in avvicinamento, mentre un'altra squadra guidava sul posto il personale sanitario dell'ambulanza. Una volta verificate le sue condizioni e ricevuta ulteriore assistenza, alle 2.45 circa il ferito è stato issato a bordo con il verricello, per essere trasportato in ospedale. Gli otto soccorritori sono rientrati alle 5. 
Vodo di Cadore (BL),11 - 06 - 25
Verso le 19.20 una coppia di turisti francesi, un uomo e una donna, ha chiesto aiuto, trovandosi in difficoltà all'altezza di Forcella Val d'Arcia. Mentre stavano percorrendo l'Alta Via numero 1 lungo il sentiero 480, erano usciti dal percorso rimanendo bloccati sopra salti di roccia, vicini alle Crode di Forca Rossa. Risaliti alle coordinate del punto, l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore li ha individuati ed ha provveduto al loro recupero. Gli escursionisti, che stavano bene, sono stati lasciati al Rifugio Venezia. Pronta a intervenire una squadra del Soccorso alpino di San Vito di Cadore. 
Valbrenta (VI), 09 - 06 - 25
Non si sa se ci sia un malore all'origine dell'infortunio accaduto oggi a un 66enne, mentre con la famiglia si trovava in una casera in località Magnola. L'uomo, di cui non sono note le generalità, scivolato per alcuni metri nel giardino, aveva anche sbattuto la testa. Scattato l'allarme verso le 16.20, sul posto sono stati sbarcati equipe medica e tecnico di elisoccorso dell'elicottero di Treviso, affiancati dal personale sanitario dell'automedica e da una squadra del Soccorso alpino della Pedemontana del Grappa. Prestate le prime cure urgenti, l'uomo, in gravi condizioni, è stato caricato sull'automedica e portato fino all'imbarco dell'elicottero, decollato verso Treviso.
 
Cesiomaggiore (BL), 09 - 06 - 25
È stata purtroppo ritrovata senza vita l'escursionista le cui ricerche erano state avviate ieri sera verso le 20.30 dal Soccorso alpino di Feltre, dopo il mancato rientro da un giro ad anello e la segnalazione dei familiari, ai quali la donna non rispondeva più al telefono. Parcheggiata in mattinata la macchina a Cesiomaggiore E.Z., 57 anni, di Feltre (BL), era diretta al Bivacco Casera Bosc dei boi lungo il Sentiero Corrado De Bastiani. In due rotazioni, sei soccorritori sono stati trasportati al bivacco dall'elicottero del Suem di Pieve di Cadore e, divisi in due, hanno avviato la perlustrazione scendendo dalle direzioni opposte. Altri otto si sono avvicinati in fuoristrada da una carrareccia, per poi incamminarsi a piedi e due sono rimasti al campo base. Alle 22.40 circa una squadra si è imbattuta in un bastoncino a terra, in un
tratto esposto dell'itinerario sopra la Chiesetta di Sant'Agapito. Scendendo sulla verticale i soccorritori hanno ritrovato altri oggetti e un centinaio di metri più in basso il corpo senza vita della donna, scivolata e ruzzolata dall'alto. Avvisati i Carabinieri e ottenuto il nulla osta dalla magistratura per la rimozione, la salma è stata imbarellata e sollevata per contrappeso fino al sentiero e da lì trasportata ai mezzi, dove i soccorritori sono arrivati all'1.30.
Cencenighe Agordino (BL), 08 - 06 - 25
Verso le 15.40, su richiesta dei Vigili del fuoco, la Centrale del 118 ha attivato il Soccorso alpino di Agordo, per eventuale supporto all'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, decollato in direzione del Mont'Alt di Pelsa, dove un escursionista di 23 anni del Regno Unito era fuori sentiero, incrodato. Individuato il punto alla confluenza tra i sentieri 571 e 562, a quota 2mila metri, l'elicottero ha recuperato il giovane con un verricello, per poi trasportarlo a valle e affidarlo ai soccorritori, che lo hanno accompagnato al campeggio ad Alleghe. 

Vicenza, 05 -06 - 25

Il soccorso speleologico vicentino si racconta. In una serata aperta a tutti, alcuni dei protagonisti di impegnativi interventi in grotta narreranno le loro storie, la motivazione che li spinge ad aiutare gli altri, la gestione di operazioni altamente complesse, le difficoltà e la gioia di portare in salvo chi ha bisogno. Martedì prossimo, 10 giugno, alle 21 nella Sala del Centro Civico di Via Turra a Vicenza, la Stazione speleo di Vicenza del Soccorso Alpino e Speleologico Veneto racconterà, attraverso filmati e le voci dei soccorritori, l'attività di soccorso in grotta in Italia e all'estero.

“Racconteremo la nostra recente esperienza a Bueno Fonteno, in Lombardia, un grave politrauma che ha richiesto più giorni di intervento per il recupero insieme a soccorritori arrivati da tutta Italia. Parleremo degli interventi speleologici di elevata complessità eseguiti all'estero, in particolare in Baviera e in Turchia, che hanno suscitato notevole fervore mediatico, data la profondità degli incidenti: circa mille metri dall'ingresso. La Stazione di Vicenza si sta adoperando, attraverso queste serate, per far conoscere la nostra attività al fine di prevenire gli incidenti e diffondere la sicurezza non solo in grotta, ma anche in ambiente montano o impervio; infatti collaboriamo assiduamente anche con il Soccorso alpino territoriale, specialmente nei casi di ricerca di persone disperse. La provincia di Vicenza è ricchissima di grotte nei Berici, oltre all'Altopiano di Asiago, per questo è importante la nostra presenza sul territorio. Alcuni dei nostri tecnici rappresentano una élite in quanto istruttori nazionali di soccorso speleologico, molti sono tecnici di elevata competenza, altri altamente specializzati: sanitari (in Italia esistono pochissimi medici o infermieri che sono anche speleologi), speleosub, disostruttori e tecnici di soccorso in forra. Perché lo facciamo? Perché ci crediamo e pensiamo che l’essere volontari e poter aiutare qualcuno che ha la nostra stessa passione sia un modo sano di sentirci parte di una comunità e di una squadra forte, competente, sempre viva”.

Molti dei racconti sono raccolti nel libro "Di Roccia e di Cuore", per Antiga Edizioni, pensato e realizzato in occasione del 70° anniversario dall’istituzione del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico: tra le prime Stazioni riconosciute ufficialmente 11 erano venete. Attraverso le parole dei protagonisti, sia storici componenti che soccorritori attuali, racconta gli stati d’animo, la fatica e la determinazione nel cercare di risolvere le situazioni difficili che coinvolgono i frequentatori delle terre alte e sotterranee. 

Longarone (BL), 07 - 06 - 25
Attorno alle 18 il Soccorso alpino di Longarone è stato allertato dalla Centrale del 118, per due donne che, al rientro dalla Ferrata della memoria, avevano sbagliato traccia ritrovandosi al di là del punte tubo, che passa sopra il fiume Piave in località Gardona a Castellavazzo. Chiesta la possibilità all'Enel di poter percorrere il ponte tubo e arrivare sull'altra sponda, e stato dato il permesso e il reperibile della struttura ha aperto l'accesso a una squadra. I soccorritori lo hanno attraversato raggiungendo la 32enne di San Donà di Piave (VE), e la 55enne di Jesolo (VE), per poi tornare indietro con loro e riaccompagnarle all'auto.
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