2025

Solagna (VI), 02 - 03 - 25
Oggi verso le 16.40 il Soccorso alpino della Pedemontana del Grappa è stato attivato e messo in contatto con tre escursionisti in difficoltà sul Massiccio del Grappa. I tre, un 46enne e un 34enne di Spresiano (TV) e una 30enne di Arcade (TV), erano partiti in mattinata da Solagna per raggiungere la Strada delle Penise, soltanto che si erano basati su una traccia reperita su Facebook, che li aveva portati fuori dall'itinerario. Dopo aver percorso l'ex sentiero 939, infatti, proseguendo avevano perso ogni indicazione del tracciato. Al telefono con i soccorritori, è stato detto loro di tornare sui propri passi verso l'ultimo segnale, mentre una squadra partiva in jeep. I tre sono quindi ritornati indietro e hanno, anzi, ritrovato il sentiero corretto. La squadra li ha infatti incrociati su una stradina parallela a quella delle Penise. Ormai prossimo il buio, poiché i tre erano sprovvisti di luci, i soccorritori li hanno accompagnati con il proprio mezzo fino all'estremità meridionale della Strada delle Penise, dove si sarebbero fatti venire a prendere. 
Cibiana di Cadore (BL), 02 - 03 - 25
Sono cinque in totale, dei quali tre trasportati in ospedale, gli scialpinisti coinvolti questa mattina da due differenti valanghe cadute nella zona a fianco di Passo Cibiana, nel Gruppo del Bosconero.
Alle 10 sono arrivate le prime chiamate da più persone che facevano parte dei 3 diverso gruppi di sciatori, una dozzina in tutto, che si trovavano sotto la Cima degli Sfornioi, quando il gruppo di mezzo di tre persone, che stava superando un traverso, è stato trascinato a valle dal distacco. Uno degli sciatori e riuscito a rimanere, fuori, gli altri due sono stati trascinati per alcune centinaia di metri rimanendo sepolti sotto oltre un metro di neve. Lanciato l'allarme, tutti i presenti si sono prodigati per estrarre i sepolti, che hanno riportato in superficie coscienti. Un 53enne di Belluno è stato accompagnato a Pieve di Cadore in codice 2, una 34enne di Voltago Agordino (BL), ritrovata oltre 300 metri più in basso, è stata medicata, imbarellata e trasportata dall'elicottero del Suem di Pieve di Cadore all'ospedale di Belluno con un sospetto grave trauma alla gamba. L'eliambulanza aveva inoltre prima portato una seconda unità cinofila in quota. Per completare la bonifica, l'elicottero dell'Air service center ha lasciato sulla superficie della slavina una squadra del Soccorso alpino della Guardia di finanza. Mentre si svolgevano le operazioni, attorno alle 11 è scattato l'allarme per una seconda valanga caduta poco distante a Forcella Ciavazole, dove due gruppi di scialpinisti, di 3 e 4 persone, stavano uno scendendo e uno salendo. I due travolti, uno appartenente a ciascun gruppo, sono stati trascinati per 300-400 metri senza rimanere sepolti. I compagni li hanno aiutati a uscire dalla neve. Sul posto è stata elitrasportata una squadra del Soccorso alpino di Pieve di Cadore, affiancata poi dai soccorritori della Finanza terminato sull'altra valanga. Un 45enne di Belluno, con un sospetto trauma facciale, è stato recuperato da Falco, volato al San Martino.
Cibiana di Cadore (BL), 02 - 03 - 25
Sono due le valanghe cadute in successione in due diversi punti nella zona di Passo Cibana, che hanno coinvolto diversi gruppi di scialpinisti. Queste le prime informazioni.
Alle 10 circa il 118 e stato contattato da un uomo che parlava del primo distacco, sugli Sfornioi, che presenti due gruppi di 4 persone ciascuno, aveva, a sui dire, travolto una persona, mentre poi, le persone erano in realtà tre, tutte estratte coscienti: una portata sotto shock dall'elicottero del Suem a Pieve di Cadore, una trasportata con un grave trauma alla gamba a Belluno, una rientrata autonomamente. Sulla valanga è stata trasportata da Falco una seconda unità cinofila, oltre a quella dell'equipaggio e dall'elicottero dell'Air service center, convenzionato con il Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi, una squadra del Soccorso alpino della Guardia di finanza, per provvedere alla bonifica. Durante le operazioni è scattato un secondo allarme per un'altra valanga caduta sempre vicino al Passo Cibiana, ma più a ovest, verso Forcella Ciavazole, mentre stavano sciando diversi scialpinisti. Due in questo caso i coinvolti, estratti uno senza conseguenze, un altro con contusioni, recuperato da Falco. Su questo disacco, dove pare non mancare nessuno, è stato portato personale del Soccorso alpino di Pieve di Cadore, raggiunto poi da quello della Guardia di finanza al termine della prima bonifica. 
Cibiana di Cadore (BL), 02 - 03 - 25
Una valanga ha coinvolto questa mattina tre persone a Passo Cibiana. Dalle prime informazioni tre persone sono state estratte vive, sul posto dalle 10 circa l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore. È in corso la bonifica. 
Roana (VI), 02 - 03 - 25
Quando ha sentito che lo stavano chiamando, Pietro, 5 anni, ha risposto, lasciato al suolo sci e racchette e iniziato a risalire a piedi nel bosco. I soccorritori lo hanno visto spuntare tra le gobbe di neve e venire verso di loro: "Sono qui! Ma gli sci sono giù, vado a prenderli". Ovviamente gli è stato detto di aspettare, lo hanno subito raggiunto, riscaldato con telo termico, fatto sedere all'asciutto sopra uno zaino e dotato di un caschetto, mentre veniva avvisato il campo base. Il bimbo stava bene, anche se era naturalmente scosso. Alle 18, via radio da quel punto in mezzo al bosco, è partita la comunicazione più attesa al campo base, dove i genitori del piccolo stavano vivendo ore drammatiche: lo abbiamo trovato. Pietro era salito dalla seggiovia a sei posti che arriva al Forte Verena assieme al papà, per sciare con lui sulle piste del comprensorio. Verso le 15 si erano fermati per una sosta nella zona dell'arrivo della seggiovia Civello. Il papà aveva allontanato per un istante lo sguardo dal bimbo e Pietro non c'era più, senza esito i primi controlli sulle piste e nelle strade di collegamento. Verso le 16.30 tre istruttori del Soccorso alpino della Delegazione Prealpi Venete, impegnati in un corso con altri sette volontari nelle vicinanze, sentendo i reiterati appelli dagli altoparlanti, si sono messi a disposizione per prendere parte alle ricerche e, tramite il Suem, è stato attivato il Soccorso alpino di Asiago. Grazie al supporto dei maestri di sci, nella loro sede è stato allestito il campo base, dove fare il punto e distribuire le zone di ricerca, con squadre in movimento in motoslitta e con gli sci. Tra i primi ad aver avviato una perlustrazione attenta a bordo pista, due istruttori del Soccorso alpino che, assieme a due scialpinisti di Valdagno offertisi spontaneamente per aiutare, hanno notato a bordo pista una traccia che entrava nel bosco. Hanno iniziato a seguirla, poiché sembrava lasciata da piccoli sci, finché sulla neve non hanno scorto anche le orme di scarponi da bambino. Così i soccorritori hanno proseguito. Le tracce, che scendevano in linea retta, hanno superato la mulattiera del Baito Spelonca e si sono ributtate in fuoripista e così avanti tagliando altri percorsi battuti, fino a inoltrarsi in un bosco. E lì, finalmente, a 3 chilometri di distanza Pietro, che era sempre stato in movimento un po' a piedi e un po' sugli sci, ha risposto. I soccorritori si sono presi cura di lui, hanno scherzato per tranquillizzarlo, poi è stato caricato sulle spalle da uno di loro per raggiungere la mulattiera più vicina. Subito è arrivata una prima motoslitta, con a bordo la dottoressa del Soccorso alpino di Asiago. Una seconda ha portato agganciata la slitta con la barella. Su una terza sono arrivati i Carabinieri. Pietro è salito con la dottoressa in motoslitta, è stato trasportato al campo base e ha potuto riabbracciare mamma e papà, tra gli applausi di quanti si trovavano ad attenderlo. 
Comelico Superiore (BL), 01 - 03 - 25
Alltorno alle 14.45 la Centrale del 118 è stata attivata per una scialpinista austriaca che si era fatta male nella fase di discesa da Forcella Cavallino. Sul posto è stato quindi inviato l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, che ha individuato il punto dove si trovava la donna, in compagnia del marito. Sbarcati in hovering nei pressi, equipe medica e tecnico di elisoccorso hanno raggiunto l'infortunata, che aveva riportato un trauma alla gamba. Dopo averla stabilizzata e caricata in barella, i soccorritori hanno provveduto al suo recupero mediante verricello, per poi trasportarla all'ospedale di Belluno. Il marito è rientrato da solo. 
Cortina d'Ampezzo (BL), 27 - 02 - 25
Attorno alle 14 l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è decollato in direzione della Cresta Bianca, a seguito della chiamata di uno scialpinista francese, che chiedeva aiuto per una sua connazionale quarantenne caduta sciando. La donna, che faceva parte di un gruppo di sei persone, aveva iniziato la discesa e si trovava poco sotto le creste, a circa 2.800 metri di quota, quando si è fatta male a una gamba e non è più stata in grado di muoversi. Individuati dall'equipaggio dalle coordinate, sul posto è stato verticellato il tecnico di elisoccorso del Soccorso alpino per una prima verifica, seguito poi dall'equipe medica. Poiché l'infortunata lamentava forte dolore, le sono state prestate le prime cure ed è stata poi imbarellata. L'elicottero, atterrato in attesa non distante, si è nuovamente alzato in volo e ha issato a bordo la barella e i soccorritori per poi dirigersi all'ospedale di Belluno. I compagni della sciatrice sono rientrati autonomamente. 
 
Selva di Progno (VR), 23 - 02 - 25
Partiti dal Rifugio Revolto per scalare un vaio, dopo essersi portati alla base due amici hanno iniziato la salita di un canale nella parete nord di Cima Trappola, finché non hanno raggiunto la cresta, esposta e friabile. Temendo di spostarsi e mettersi in situazione di rischio in quel punto a picco nel vuoto, si sono fermati e hanno contattato il 118, facendo sapere che erano illesi, ma impossibilitati a proseguire. Scattato l'allarme verso le 14.30, l'elicottero di Verona emergenza ha prima fatto campo base a Malga San Giorgio, per poi alzarsi in direzione delle coordinate del punto in cui si trovavano il 42enne di Schio (VI) e il 28enne di Valdagno (VI). L'equipaggio li ha individuati alla prima perlustrazione ed entrambi sono stati issati a bordo dal tecnico di elisoccorso utilizzando un verricello di 20 metri. I due uomini sono quindi stati trasportati a Malga San Giorgio, da dove sono rientrati autonomamente lungo il sentiero al Rifugio Revolto. Una squadra del Soccorso alpino di Verona era pronta in piazzola in caso di eventuale supporto.
Caltrano (VI), 23 - 02 - 25
Ieri verso le 19 il Soccorso alpino di Arsiero è stato attivato, a seguito della chiamata dei compagni di un cacciatore caduto da un albero, mentre scendeva da una postazione in località Malga Le Piane. L'83enne vicentino aveva sbattuto violentemente la testa al suolo. Il primo ad arrivare assieme ad altri cacciatori è stato un soccorritore che abita non distante, che ha subito iniziato a tamponare la ferita riportata dall'anziano. Sono presto sopraggiunte due squadre, una quindicina di soccorritori in tutto, con l'infermiere e il medico di Stazione, che hanno prestato le prime cure all'infortunato in gravi condizioni, mentre sopraggiungeva l'elicottero di Trento emergenza. L'equipe medica dell'equipaggio, sbarcata nelle vicinanze, è quindi subentrata nelle manovre sanitarie e ha preso in carico il ferito. L'uomo è stato imbarellato, recuperato e trasportato al Santa Chiara. Le squadre sono rientrate alle 21.30. 
 
Rocca Pietore (BL), 23 - 02 - 25
Ieri attorno alle 18.40 la Centrale del Suem è stata contattata da un uomo che, trovandosi a Capanna Bill, vedeva dei segnali di luce intermittenti, provenienti dal versante roccioso opposto verso la Marmola, a circa 1.900 metri di quota, a 100 metri di altezza da terra. Messo il chiamante in contatto telefonico con il Soccorso alpino della Val Pettorina, una squadra è uscita per gli accertamenti del caso, appurando con i visori notturni che c'era una persona su una cengia con una corda impigliata. Viste le condizioni di rischio evolutivo, con possibile insorgere di ipotermia, è stato chiesto l'intervento dell'elicottero dell'Aiut Alpin Dolomites di Bolzano. Poco dopo è stata la stessa persona presunta in difficoltà a chiamare il 112, dicendo che non aveva bisogno di aiuto. L'allarme è quindi cessato e sono stati fatti rientrare sia l'elicottero che la squadra. 
 
Asiago (VI), 22 - 02 - 25
Questa mattina verso le 10 il Soccorso alpino di Asiago è stato attivato per uno scialpinista caduto, mentre con un'altra persona stava scendendo verso Malga Slapeur. Sette soccorritori, con loro un medico e un infermiere, che stavano prendendo parte a un periodico addestramento a 2 chilometri di distanza, hanno raggiunto l'infortunato, un 46enne di Vicenza, che aveva riportato la sospetta lussazione di una spalla, e, dopo avergli immobilizzato l'arto, lo hanno imbarellato e trasportato in motoslitta fino al piazzale delle Melette, dove è stato trasferito nell'ambulanza. Si è invece conclusa alle 18, con esito negativo, la verifica di un SOS lanciato da un orologio Garmin e girato al 112 dalla Centrale tedesca verso le 12.15. Dalle prime coordinate ricevute, la posizione segnalata era nei pressi delle Cave Melagon ad Asiago. Li si sono portate le squadre, che si sono distribuite a pettine nella zona chiamando e con ricerca a vista, senza però rilevare alcuna emergenza. Dopo aver anche chiesto eventuali informazioni alle persone incrociate lungo la viabilità circostante, i soccorritori sono rientrati alla base. A loro si sono quindi aggiunti Carabinieri e Vigili del fuoco, portando delle nuove coordinate, arrivate in un secondo tempo. Le squadre si sono quindi spostate nel secondo punto geolocalizzato, ovvero Malga Mandrielle a Enego, partendo in motoslitta da Campo Mulo. Anche qui l'esito della ricerca è stato negativo, nessuna successiva richiesta di aiuto è arrivata alle Centrali e, in accordo tra le varie forze impegnate, si è deciso di rientrare. 
Calalzo di Cadore (BL), 20 - 02 - 25
Passato da poco mezzogiorno, il compagno di uno scialpinista ha contattato il 118, poiché l'amico con cui stava scendendo poco sotto la cima del Monte Antelao, in quel momento senza sci ai piedi, era scivolato sparendo dalla sua vista. Fortunatamente subito dopo è stato lo stesso sciatore a chiamare la Centrale, dando le informazioni necessarie sulle proprie condizioni e sul luogo in cui si trovava. Dalle coordinate ricevute, l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha velocemente individuato l'infortunato, un 41enne di Pieve di Cadore (BL), che dopo essere caduto era riuscito a fermarsi un'ottantina di metri più in basso, riportando un sospetto trauma alla caviglia. Recuperato dal tecnico di elisoccorso con un verricello di una trentina di metri, l'uomo è stato trasportato all'ospedale di Belluno. 
 
Domegge di Cadore (BL), 15 - 02 - 25
Passate da poco le 16, la Centrale del 118 è stata attivata per un boscaiolo travolto da una pianta, da una persona che non era presente e che ha fornito le prime indicazioni approssimative per raggiungere il luogo dell'incidente, nei boschi di Grea, sopra Domegge di Cadore. Mentre una squadra del Soccorso alpino del Centro Cadore si preparava in piazzola a Vallesella per eventuale supporto, l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore durante il sorvolo individuava il punto esatto dove si trovava l'uomo. Sbarcati con un verricello di 40 metri medico, infermiere e tecnico di elisoccorso, sono state prestate le prime cure all'infortunato, di nazionalità rumena. Anche grazie alla collaborazione di un tecnico del Soccorso alpino verricellato sul posto, la barella è stata spostata fuori dalla vegetazione e issata a bordo. L'infortunato, con un sospetto trauma alla colonna, è stato accompagnato all'ospedale di Belluno. 
Gallio (VI), 15 - 02 - 25
Questa mattina una scialpinista si è fatta male lungo la discesa che dal Monte Melette porta verso Malga Slapeur. Scattato l'allarme attorno alle 10.50, la 39enne di Valdagno (VI), che si trovava in compagnia di amici e aveva riportato la sospetta frattura di tibia e perone, è stata raggiunta da sette soccorritori di Asiago e Arsiero, presenti nelle vicinanze per attività personale. L'infortunata è stata presa poi in carico dal personale medico e dal tecnico di elisoccorso dell'eliambulanza di Trento, scesi in hovering poco distante. Immobilizzatale la gamba, i soccorritori hanno imbarellato la donna e l'hanno issata a bordo con il verricello, per trasportarla all'ospedale di Bassano del Grappa.
 
Chies d'Alpago (BL), 15 - 02 - 25
Questa mattina verso le 9.45 il 118 è stato contattato per uno scialpinista colto da malore in Val Salatis. A chiamare un altro sciatore che stava salendo assieme a tre amici, quando aveva rinvenuto a terra F.Z., 69enne di Chies d'Alpago (BL). L'uomo, che faceva parte di un altro gruppo e si trovava davanti una cinquantina di metri, si era all'improvviso accasciato sulla neve ed era stato raggiunto dagli scialpinisti. Mentre uno lanciava l'allarme fornendo le prime indicazioni, i compagni hanno subito iniziato a praticare il massaggio cardiaco, affiancati poco dopo da un soccorritore dell'Alpago, casualmente sul posto con il quad, che ha inviato alla Centrale del 118 precise coordinate del luogo in cui si trovavano. Sul posto è stato inviato l'elicottero di Treviso emergenza. Sbarcati con il verricello, equipe medica e tecnico di elisoccorso sono subentrati nelle manovre di rianimazione senza purtroppo poter far altro che constatare il decesso dell'uomo. La salma è stata imbarellata, caricata sulla slitta e trasportata con il quad a Malga Cate, dove attendeva il carro funebre.
 
Sospirolo (BL), 13 - 02 - 25
Poco prima delle 11 la Centrale del 118 è stata contattata per un uomo colto da malore in una casera a Sospirolo, a lanciare l'allarme le persone che si trovavano con lui. Appurate le condizioni meteo e l'eventuale raggiungibilità del luogo, in località Case i Selle è stato inviato l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, mentre veniva preallertata anche una squadra del Soccorso alpino di Belluno, in caso di necessità. Sbarcati equipe medica e tecnico di elisoccorso nelle vicinanze, sono state subito verificate le condizioni del 70enne di Sospirolo (BL), a seguito della sua ripetuta perdita di coscienza. L'uomo è stato quindi recuperato con il verricello e trasportato all'ospedale di Belluno per gli opportuni accertamenti. 
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