2025

Valbrenta (VI), 18 - 01 - 25
Attorno alle 13.30 la Centrale del 118 di Vicenza ha attivato il Soccorso alpino della Pedemontana del Grappa, per un'escursionista scivolata su un sentiero del Col de le Farine, riportando un sospetto strappo muscolare alla gamba. Una squadra si è avvicinata in macchina a Malga Coston, per poi proseguire a piedi camminando una ventina di minuti. Raggiunta la 60enne di Treviso i soccorritori le hanno prestato le prime cure, fintanto che nelle vicinanze è atterrato l'elicottero di Treviso emergenza. Sbarcati tecnico di elisoccorso ed equipe medica, l'infortunata è stata stabilizzata e imbarellata. Trasferita in elicottero, la donna è stata trasportata all'ospedale di Treviso.

Pedavena (BL), 18-01-25

Cambio ai vertici del Soccorso alpino e speleologico Veneto: questa mattina è stato nominato presidente Giuseppe Zandegiacomo, suo vice Alberto Barbirato. Sarà Giuseppe ‘Sampogna’ Zandegiacomo, appartenente al Soccorso alpino di Auronzo di Cadore, a condurre il servizio regionale per il triennio 2025-2027, affiancato da Alberto Barbirato del Soccorso alpino di Padova. Già a capo della sua Stazione, il 62enne Zandegiacomo ha ricevuto oggi nel corso dall’assemblea regionale dei capi e vice capistazione il testimone dal presidente uscente, Rodolfo Selenati, del Soccorso alpino di Feltre, al termine di 13 intensi anni di attività.

“Ringrazio i capi e vice capistazione per la loro fiducia, questo mi dà, se necessario, ancora più motivazione per affrontare questo percorso impegnativo. Conto sulla collaborazione, sulla condivisione, sul rispetto reciproco e dei ruoli, sulla forza di gruppo e su quanto ciascuno di noi potrà portare. Auguro buon lavoro a tutti noi”.

Alberto Barbirato, 45 anni, appena concluso il suo impegno da delegato della XI Zona Prealpi Venete, è stato eletto vicepresidente al posto di Giovanni Busato, del Soccorso alpino di Arsiero.

Il consiglio direttivo entrante e quello uscente, con i delegati e vicedelegati delle tre Zone, II Dolomiti Bellunesi, XI Prealpi Venete e VI speleologica, hanno tributato il proprio sincero ringraziamento alla presidenza Selenati-Busato.

Le elezioni sono state inoltre l’occasione per il conferimento del riconoscimento di "soccorritore benemerito" a due storici volontari del Soccorso alpino di Longarone al termine del loro percorso all’interno dell’Associazione, dettato, per statuto, al compimento dell’età di 75 anni. Giacomo Cesca, a capo della Stazione di Longarone e già vice delegato, e Palmiro Burigo, importantissima figura per l’intera delegazione Dolomiti Bellunesi, responsabile dagli esordi del Centro mobile di coordinamento impegnato soprattutto nella ricerca dei dispersi, hanno ricevuto il lungo applauso di gratitudine dall’intera assemblea, in piedi al loro passaggio.  

Di seguito le parole del presidente Selenati e del vicepresidente Busato in chiusura di mandato.

“A conclusione di questi tredici anni di comune Presidenza siamo orgogliosi di consegnare ai prossimi dirigenti una moderna struttura di Soccorso Alpino, con bilanci assolutamente positivi, funzionante e performante. La nostra esperienza nel 2011 è iniziata tra i mille dubbi di chi si trova investito da una cascata di adempimenti, scadenze, decisioni, sconvolta subito, nell’agosto dello stesso anno, dalla tragedia del Pelmo dove persero la vita due nostri soccorritori, Alberto e Aldo, incidente che ha segnato profondamente il nostro approccio personale con quella che, smessa la veste di Associazione, diventerà la nostra seconda famiglia. Siamo partiti nel 2011 con un’organizzazione perfettamente funzionante ma profondamente divisa nelle sue tre realtà: due geografiche, 2^ e 11^ Delegazione alpine e una Speleo, 6^Delegazione.

Questa divisione amministrativa ma anche formativa e funzionale è apparsa da subito evidente quale freno a una crescita veloce e comune a livello regionale. L’idea di una visione regionale di soccorso alpino è stata uno dei fili conduttori dell’opera di questa presidenza, pur nelle difficoltà dei mille campanilismi. E’ apparsa anche come una sfida che i futuri dirigenti dovranno sostenere per evitare di tornare ad una provincialità campanilistica fuori dal tempo, che non può che riportare indietro le lancette dell’orologio del nostro sodalizio. Riepilogare in poche righe tredici anni di lavoro è impresa quasi impossibile. In questi anni abbiamo incrociato dei cambiamenti storici: l’applicazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro previste dal dlgs 81 del 2008 che ha coinvolto anche la nostra associazione di volontariato, portando a dover certificare tutta la filiera delle attività operative, addestrative e formative dei nostri Soccorritori, dalla formazione, alle visite mediche, alle attrezzature individuali e di squadra. E’ stato un passaggio epocale da molti punti di vista: formativo , economico e soprattutto culturale; un salto di qualità enorme, peraltro necessario per essere riconosciuti dalla legge regionale quale riferimento esclusivo dei vari 118 territoriali per il soccorso in montagna. Contemporaneamente si sono intensificati i rapporti con Regione e UlSS locali, proprio in virtù di quella “regionalità” individuata dall’esterno in un unico interlocutore; è stata una collaborazione fatta di successive convenzioni progressivamente finanziate, che hanno portato a raddoppiare il bilancio della struttura regionale. Si è raggiunto un legame sempre più stretto con la Regione ben testimoniato dalla vicenda legata all’ acquisizione della nuova sede sita presso l’aereoporto di Belluno: venduta la vecchia sede, peraltro acquistata nel corso della nostra presidenza, abbiamo comperato, con il concorso sempre della Regione, lo stabile del gestore del servizio di elisoccorso dotandoci così di una sede funzionale per il soccorso e connessa al servizio sanitario regionale avendo tale stabile la possibilità di “angherare” ben due elicotteri. Da non dimenticare gli anni del Covid, quando alla già difficile gestione familiare della pandemia dovemmo far spazio alla gestione di una struttura che comunque doveva garantire un servizio e che, paradossalmente, dovette far fronte ai maggiori numeri di soccorsi mai raggiunti prima nonostante la totale chiusura! Va dato atto della fondamentale collaborazione della Scuola medica regionale che, nelle prime fasi di concitata confusione e nei periodi successivi, ha contribuito ad elaborare e ad aggiornare un protocollo di procedure e DPI che hanno permesso a questo servizio, pur tra mille difficoltà, di portare sempre a termine il proprio compito. Abbiamo incrociato la grande riforma del Terzo Settore con tutti i suoi adempimenti a partire dalla modifica dello Statuto per adeguarlo alle modifiche fatte a livello nazionale ma, soprattutto di adeguamento alla normativa relativa al Terzo Settore; è stato un lavoro certosino poco visibile e burocratico ma che permette ora al Soccorso alpino e speleologico Veneto di operare legittimamente ovvero all’interno di un quadro normativo ben definito potendo godere dei contributi regionali ormai irrinunciabili per mantenere il livello di eccellenza attuale. In questi tredici anni si sono consolidati i rapporti anche con gli altri attori del mondo del soccorso (Prefetture, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, Comando di Brigata Alpina Julia, forze di Polizia, Protezione civile ed ARPAV) ottenendo un’importante opera di mediazione per arrivare alla redazione dei diversi protocolli regionali e provinciali, evidenziando così le competenze del Soccorso alpino, in ambiente ostile e impervio, senza però perdere di vista il “peso” delle varie forze in campo, evitando così inutili quanto puerili contrasti o prese di posizione estreme. In questo modo i rapporti con le istituzioni sono nettamente migliorati sia sul piano del reciproco rispetto e considerazione che sul riconoscimento delle reciproche funzioni. Siamo convinti che il Soccorso alpino e speleologico Veneto debba rimanere prevalentemente un’associazione di volontari che prestano il loro servizio gratuitamente quale condizione “sine qua non” per sopravvivere senza perdere la propria storica vocazione, soprattutto in questi tempi di competitori anche istituzionali e di pericolose spinte anche al nostro interno, per arrivare ad una sorta di professionismo. Le eccezioni devono confermare la regola e noi siamo orgogliosi del nostro operato, grati ai nostri soccorritori e alle loro famiglie, ai Delegati, ai Capistazione e Vice, ai Direttori delle Scuole e a tutti gli Istruttori, per averci dato la fiducia di guidare, assieme a tutti i membri dei Consigli succedutesi nel tempo, questa associazione unica e irripetibile. Ed infine, un nostro particolare ringraziamento va al Presidente della Regione Luca Zaia, agli assessori della Sanità Manuela Lanzarin, della Protezione Civile Gianpaolo Bottacin ed al Direttore del Dipartimento Regionale SUEM-118 Paolo Rosi”.

Cortina d'Ampezzo (BL), 16 - 01 - 25
Alle 14.15 circa la Centrale del 118 è stata attivata da due escursioniste, che si trovavano in cima al Col dei Bos e, pur calzando ramponcini, non erano più in grado di proseguire su un sentiero esposto coperto di neve ghiacciata. Risaliti alle coordinate del punto in cui erano bloccate, è stato inviato l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore. Sceso in hovering nelle vicinanze, il tecnico di elisoccorso del Soccorso alpino ha raggiunto le due amiche, una 65enne di Val di Zoldo (BL) e una 62enne di Belluno, che erano illese, e le ha aiutate a spostarsi in un luogo agevole per l'imbarco, avvenuto sempre in hovering. Le due escursioniste sono poi state lasciate in località Col Gallina.
 
Schio (VI), 16 - 01 - 24
Questa notte una squadra del Soccorso alpino di Schio è intervenuta in supporto all'ambulanza, poi fatta rientrare, e all'elicottero di Trento, per un uomo che si era probabilmente fatto male nel tentativo di liberare la propria auto bloccata dalla neve a Busa Novegno. Attorno all'una e mezza la Centrale del 118 di Vicenza ha attivato i soccorritori reperibili, perché, dalle prime informazioni, c'era una persona infortunata poco distante dalla Malga, raggiungibile lungo la strada asfaltata che poi diventa una comoda sterrata. Quattro soccorritori si sono accodati all'ambulanza, rientrata poco dopo, in quanto era operativo l'equipaggio dell'elisoccorso richiesto a Trento. La squadra è arrivata sul posto, dove era atterrata l'eliambulanza, con l'equipe medica che stava prestando le prime cure al 57enne di Santorso (VI), a seguito di un sospetto grave trauma alla gamba. I soccorritori hanno quindi aiutato l'equipaggio a caricare la barella nell'elicottero, decollato in direzione di Trento. L'intervento si è concluso verso le 4.

San Vito di Cadore (BL), 15 - 01 - 25

Questa notte, attorno all'una e un quarto, la Centrale del Suem ha attivato il Soccorso alpino di San Vito di Cadore, a seguito dell'infortunio di un 48enne di Valle di Cadore (BL). L'uomo, che stava scendendo a piedi lungo la pista Serpentina, era infatti scivolato, riportando un probabile trauma alla gamba. Quando una squadra è arrivata sul posto, l'infortunato, assistito da due infermiere sopraggiunte dalle vicinanze, stava scendendo trasportato a valle su una motoslitta. I soccorritori hanno quindi aiutato il personale sanitario a trasferirlo nell'ambulanza.  
 
Recoaro Terme (VI), 14 - 01 - 24
Partiti per risalire con ramponi e piccozze il Vajo dell'acqua, due escursionisti, giunti sulla parte terminale, hanno imboccato un canale laterale e, dopo essere avanzati per un tratto sulla neve ghiacciata, sono stati costretti a fermarsi incapaci di proseguire, e hanno chiamato il 118. In contatto telefonico con il Soccorso alpino di Recoaro - Valdagno, i due uomini, un 50enne di Rovigo e un 33enne di Mogliano Veneto (TV), che si erano assicurati a poca distanza uno dall'altro, hanno fornito le coordinate della loro posizione, poi girate all'equipaggio dell'elicottero di Treviso emergenza. Fatto campo base in Rifugio, l'elicottero è poi risalito e ha individuato il punto dove si trovavano gli escursionisti, issati a bordo in due rotazioni dal tecnico di elisoccorso con un verricello di 40 metri. Illesi, i due uomini sono stati trasportati a valle.
Sant'Anna d'Alfaedo (VR), 13 - 01 - 25
È stato recuperato dall'elicottero di Verona emergenza, e trasportato all'ospedale di Borgo Trento, Oreste, il 50enne di Sant'Anna d'Alfaedo (VR) non rientrato ieri dalla consueta passeggiata, le cui ricerche erano partite ieri sera nella zona di Ceredo, dove era solito dirigersi con il suo cane Giulio. Questa mattina, mentre le squadre si concentravano lungo il percorso indicato dai familiari, il papà di Oreste ha provato a cercarlo in un punto più distante, dove in passato si era già recato il figlio, chiamando a gran voce il nome del cane, finché Giulio lo ha sentito e gli è andato incontro. L'anziano lo ha preso per il guinzaglio e il cane lo ha guidato da Oreste. Il cinquantenne si trovava in fondo al Vajo dei Falconi, sdraiato a terra, con le gambe nell'acqua, vivo, ma con sospetta ipotermia dopo una notte all'addiaccio. Il padre è quindi corso ad avvertire il campo base e una squadra del Soccorso alpino, con il medico di Stazione, e dei Vigili del fuoco si è portata nel punto indicato. Allontanato dall'acqua e coperto, le condizioni di Oreste sono state valutate dal medico sul posto e successivamente dall'equipe sanitaria dell'elicottero, sbarcata con il verricello assieme al tecnico di elisoccorso. Condizionato e caricato in barella, l'uomo è stato spostato di una decina di metri in uno spiazzo aperto tra la vegetazione per facilitare l'imbarco. Issato a bordo è stato quindi accompagnato a Verona per tutte le verifiche del caso.
Sant'Anna d'Alfaedo (VR), 13 - 01 - 25
Oreste è stato ritrovato poco fa da un parente in una zona diversa da quella frequentata quotidianamente dall'uomo. È vivo e vigile, sul posto si stanno recando una squadra e il personale medico. Aggiornamento a breve.
Sant'Anna d'Alfaedo (VR), 13 - 01 - 25
Sono in corso da ieri sera nella zona di Ceredo le ricerche di un cinquantenne del posto, non rientrato dalla consueta passeggiata con il proprio cane. Oreste, classe '74, è uscito nel pomeriggio per una camminata lungo l'itinerario che segue ogni giorno senza però rientrare. Alle 22.20 circa è stato richiesto l'intervento del Soccorso alpino di Verona, che ha inviato le proprie squadre per avviare la perlustrazione nelle zone indicate. Sul posto Carabinieri, Vigili del fuoco, Protezione Civile. Questa mattina sono presenti soccorritori provenienti da tutta la Delegazione Prealpi Venete del Cnsas, dalla Valle d'Aosta è in arrivo un'unità cinofila molecolare ed è stato richiesto l'intervento dei droni della Delegazione Dolomiti Bellunesi. Oreste è solito partire da casa poco a nord del centro di Ceredo verso località Tortellar, poi Laita, Ledro e rientro a Ceredo.
 
Oreste è alto 1.80 per un'ottantina di chili. Al momento di uscire di casa indossava una giacca a vento nera a strisce arancioni, pantaloni scuri e un berretto di lana scuro. Al guinzaglio aveva Giulio, un meticcio nero di piccola taglia, anche lui non rientrato a casa. 
Chiunque avesse potuto incrociarlo ieri, anche in zone diverse, o avesse sue notizie è vivamente pregato di contattare i Carabinieri.
 
Barbarano Vicentino (VI), 12 - 01 - 25
Alle 15.30 circa la Centrale del 118 di Vicenza ha attivato il Soccorso alpino di Padova, per un giovane freeclimber bolognese volato nella Falesia di Barbarano Vicentino. Il ventenne di Mordano, che stava arrampicando con un gruppo di amici, era caduto al secondo tiro di una via, finendo sulla cengia sottostante e sbattendo la schiena. Una decina di soccorritori, tra i quali l'infermiera di Stazione, hanno raggiunto la sommità della parete e sono scesi dall'alto. Raggiunto il ragazzo, gli hanno prestato le prime cure, lo hanno stabilizzato e imbarellato, per poi calarlo una quindicina di metri fino a terra. Trasportata a spalla, la barella è stata poi trasferita nell'ambulanza, partita in direzione dell'ospedale di Vicenza.
San Pietro di Cadore (BL), 12 - 01 - 25
Attorno alle 11.30 il compagno di un iceclimber ha chiamato la Centrale del 118, poiché l'amico era precipitato da una cascata di ghiaccio. Dopo aver appurato che il luogo non era nel territorio di Sappada, come da prima informazione, bensì a San Pietro di Cadore, sul posto sono stati inviati l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore e una squadra del Soccorso alpino della Val Comelico, subito salita dove si trovava il 37enne di Pordenone, che aveva riportato un sospetto trauma alla colonna. L'uomo, quasi in cima alla cascata delle 3 grazie era infatti volato e il chiodo su cui si teneva aveva ceduto facendolo arrivare sul sottostante terrazzino. Visionato dal personale medico e dal tecnico di elisoccorso, l'uomo è stato imbarellato e issato a bordo con un verricello di 40 metri, con il supporto dei soccorritori, per essere trasportato all'ospedale di Belluno.
Malcesine (VR), 11 - 01 - 25
Attorno alle 13.40 l'elicottero di Verona emergenza è decollato in direzione del versante occidentale del Monte Baldo per uno scalatore caduto dallo Spigolo Bianco. Un 50enne di Mirano (VE), che stava facendo sicura alla compagna prima di cordata, era infatti volato per alcuni metri dopo che si era staccata la sosta, finendo più sotto tra i cespugli e riportando una sospetta frattura alla caviglia. Individuati a metà dello sperone di 200 metri su cui si sviluppa la facile via, in due rotazioni il tecnico di elisoccorso li ha recuperati con un verricello di 15 metri, prima l'uomo e poi la donna, per trasportarli all'ospedale di Peschiera.
Belluno, 11 - 01 - 25
Verso le 13.10 la compagna di un escursionista, salito in solitaria sul Monte Serva, ha chiamato la Centrale del 118 preoccupata, poiché non riusciva più a parlare con lui. Partito dalla macchina verso le 11, il 47enne di Padova le aveva mandato delle foto dalla cima poco prima delle 13, salvo poi non rispondere più alle sue chiamate passati pochi minuti. La donna, che gli aveva inviato allora dei messaggi whatsapp ricevendone in cambio uno incomprensibile, mentre il telefono suonava libero senza che lui rispondesse, temeva potesse essergli successo qualcosa. Messa in contatto con il Soccorso alpino di Belluno, competente per territorio, è stato tentato nuovamente, invano, di parlare con l'uomo. Da Belluno è quindi decollato Falco 2 per effettuare una ricognizione della parte sommitale del Monte. Fortunatamente poco dopo, il Soccorso alpino di Belluno avvertiva di essere stato richiamato dell'escursionista stesso, che stava scendendo in autonomia e che non aveva alcun problema. L'allarme è quindi cessato.
Vallada Agordina (BL), 11 - 01 - 25
Passate da poco le 9, la Centrale del 118 è stata attivata per un cacciatore infortunatosi durante le operazioni di recupero di un cervo appena abbattuto. Padre e due figli del posto stavano infatti trascinando l'animale lungo un canalone nel territorio di Vallada Agordina, quando la corda si era rotta e uno dei figli era caduto a terra sbattendo la testa su un masso. Ricevute le coordinate del punto, l'elicottero Falco 2 ha individuato il luogo e sbarcato in hovering nelle vicinanze equipe medica e tecnico di elisoccorso, che hanno prestato le prime cure al 25enne di Vallada Agordina (BL), a seguito del probabile trauma cranico riportato. Issato a bordo con un verricello di 10 metri, l'infortunato è stato trasportato all'ospedale di Belluno.
 
Borgo Chiesanuova (VR), 06 - 01 - 25
Il Soccorso alpino di Verona è stato attivato ieri nel pomeriggio, per tre escursionisti in difficoltà sui Monti Lessini, poiché, calato il buio e a causa delle forti raffiche di vento, non erano più in grado di procedere autonomamente. I tre, un 25enne di Bergantino (RO), un 32enne di Badia Polesine (RO) e una 25enne di Borgo Mantovano (MN), che si trovavano nelle vicinanze della pista di fondo che va da Bocca di Selva a Passo Fittanze, sono stati raggiunti in quad da una squadra in località Pozza Nera, sotto al Monte Sparavieri, e riaccompagnati alla propria macchina. L'intervento si è concluso alle 21 circa. 
Canale d'Agordo (BL), 05 - 01 - 25
Dopo essere scivolato riportando alcune escoriazioni nel tentativo di raggiungere il Rifugio Rosetta, ormai buio e in prossimità di un crepaccio, verso le 16.30 un 21enne di Schio ha contattato la Centrale del 118 chiedendo aiuto. L'escursionista aveva completato la Ferrata Bover Lugli al Cimon della Pala, toccato il Bivacco Fiamme Gialle e il Passo del Travignolo, a ovest della Cima del Nuvolo, con l'idea di proseguire dalla Val dei Cantoni, quando nella discesa si era fatto male. Fornite le coordinate della posizione all'equipaggio dell'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, il ragazzo è stato velocemente individuato anche grazie ai suoi segnali di luce. Sbarcato con un verricello di 20 metri, il tecnico di elisoccorso lo ha assicurato a sé ed entrambi sono poi stati issati a bordo. Il giovane è stato trasportato all'ospedale di Agordo. Pronta a intervenire in piazzola in supporto alle operazioni una squadra del Soccorso alpino della Val Biois. 
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