2023

Brentino Belluno (VR), 06 - 07 - 23
Un intervento lungo e impegnativo si è svolto questa notte all'interno del Vajo dell'Orsa, dove tre torrentisti veronesi, dei quali uno infortunato, erano bloccati da ore senza la possibilità di dare l'allarme. Ieri sera verso le 22.30 la Centrale del 118 ha allertato il Soccorso alpino di Verona, a seguito della chiamata di un amico, che segnalava il mancato rientro di tre persone dal Vajo. Uno dei cellulari era irraggiungibile, due risultavano liberi, poi sentiti suonare all'interno della macchina, rinvenuta ancora parcheggiata in zona dai Carabinieri. Sul posto si sono portati 11 tecnici del Gruppo forre del Soccorso alpino e speleologicoVeneto, tra i quali un medico e un'infermiera, 5 del Soccorso alpino e 5 del Soccorso speleologico di Verona in supporto alle operazioni. Per capire a che altezza della forra si trovassero, una squadra è partita dall'alto da Ferrara di Monte Baldo per il sentiero tibetano e Malga Orsa, percorrendo a piedi la sinistra orografica, un'altra, in destra orografica, da valle verso monte, finché c'è stato il primo contatto vocale e l'individuazione a circa metà Vajo. I tecnici forristi sono quindi scesi dall'ingresso intermedio e, una volta raggiunti, hanno appurato che uno di loro, un 60enne di Verona, dopo essere caduto aveva riportato sospetti traumi alla gamba (ginocchio, tibia e perone), alla testa, a un polso. I tre erano fuori dall'acqua, ma sempre in un luogo umido e l'uomo, ipotermico, è stato subito riscaldato e medicato, per poi essere caricato nell'apposita barella canyon, in quanto considerato più veloce il trasporto via acqua lungo la forra, mentre i due amici sono stati accompagnati dai soccorritori all'esterno dal sentiero intermedio, che presenta una parte in ferrata. Attrezzato il tratto acquatico, dalle 2 alle 5 sono state affrontate 8 calate all'interno della forra, con l'infortunato nella barella stagna, seguito passo passo anche da medico e infermiera. Arrivati sul sentiero, l'ultima parte dell'itinerario fino all'ambulanza è stata superata con il trasporto in barella portantina. Per la comunicazione delle operazioni dall'interno all'esterno della gola è stata necessaria la presenza di una squadra che facesse da ponte radio, posizionata all'elipiazzola di Malga Orsa. L'intervento si è concluso alle 7. Presenti anche i Vigili del fuoco.

FONTENO (BG) - Dopo oltre quaranta ore di permanenza in grotta, è stata portata in salvo la speleologa bloccata nella “Fonteno Bueno”. Più di settanta soccorritori del Cnsas - Corpo nazionale Soccorso alpino e speleologico (tecnici di soccorso speleologico, di soccorso alpino, medici e infermieri) hanno collaborato per la buona riuscita dell’intervento, ininterrottamente da domenica scorsa fino al primo pomeriggio di oggi, martedì 4 luglio 2023, tra di loro anche 7 tecnici e un medico delle Stazioni speleo di Vicenza e Verona del Soccorso alpino e speleologico Veneto. L’esito è stato positivo soprattutto grazie alla presenza di tecnici provenienti anche dalle Delegazioni Cnsas di Veneto, Piemonte, Emilia Romagna, Trentino e Alto Adige, che hanno supportato i colleghi lombardi della IX Delegazione da subito. Importante anche il ruolo svolto dalla componente alpina della VI Delegazione Orobica, che ha organizzato gli spostamenti delle squadre dal campo base verso la grotta e, in accordo con la Sala Operativa Regionale Alpina di Areu - Agenzia Regionale Emergenza Urgenza e con la AAT (Articolazioni territoriali dell’agenzia) di Bergamo ha fatto in modo che la speleologa infortunata ricevesse i farmaci necessari per la permanenza in grotta. I tecnici di soccorso speleologico rappresentano una delle nostre eccellenze e sono un punto di riferimento anche in ambito internazionale, come nell’intervento nella grotta Riesending – Schachthöhle in Baviera, che richiese ben 275 ore e si risolse grazie alla presenza italiana. Dopo l’uscita dalla grotta della barella, i tecnici alpini hanno gestito il trasferimento verso il punto in cui l’infortunata è stata issata a bordo dell’elicottero di Areu di Bergamo con il verricello. Nelle ore precedenti, avevano predisposto con i Vigili del fuoco il sito per l’atterraggio e valutato anche un piano alternativo, qualora le condizioni meteorologiche non avessero consentito all’elicottero di arrivare in zona. L’intervento è concluso, un ringraziamento va a tutte le persone che hanno contribuito.

Vallada Agordina (BL), 04 - 07 - 23
Attorno alle 13 una squadra del Soccorso alpino della Val Biois è stata inviata incontro a un escursionista in difficoltà al rientro da Baita Pianezze. Il 79enne di Preganziol (TV) aveva già contattato il 118 ieri, poiché aveva problemi a una caviglia, salvo poi richiamare dicendo che avrebbe passato la notte nella Baita, come il giorno precedente. Oggi l'uomo è stato raggiunto dalla figlia che gli ha portato un tutore e ha iniziato la discesa in autonomia, ma poi si è dovuto fermare per il dolore. I soccorritori lo hanno quindi incrociato in jeep su una strada forestale e lo hanno accompagnato al parcheggio, da dove si è allontanato con la propria macchina.
Lamon (BL), 04 - 07 - 23
È stato purtroppo ritrovato senza vita questa notte G.C., 67 anni, di Feltre (BL), di cui non si aveva più traccia, dopo che si era allontanato da casa con la macchina in mattinata. Ieri sera attorno alle 22, il Soccorso alpino di Feltre è stato attivato per partecipare alle ricerche assieme ai Vigili del fuoco, a seguito del rinvenimento da parte dei Carabinieri della macchina dell'uomo, parcheggiata sul ciglio della statale 50 del Passo Rolle, in località Pontet. Lì, in una zona disseminata di salti verticali che danno sul torrente Schener, le squadre hanno avviato le perlustrazioni, finché un soccorritore verso mezzanotte ha individuato il corpo sotto un dirupo. Scesi un'ottantina di metri da un sentierino di pescatori, è stato solo possibile constatarne il decesso. Data la difficoltà di un recupero immediato, la salma è stata vigilata tutta la notte dai Vigili del fuoco. Al momento, una squadra del Soccorso alpino è sul posto in attesa dell'intervento da parte dell'elicottero di Treviso emergenza appena le condizioni di visibilità ne permetteranno l'accesso. 
Falcade (BL), 02 - 07- 23
Verso le 13.20 è scattato l'allarme per un'escursionista che si è sentita poco bene, mentre con il compagno si trovava al Rifugio Volpi di Misurata al Mulaz. La 56enne di Feltre (BL) è stata recuperata dall'elicottero del Suem di Pieve di Cadore e trasportata per accertamenti all'ospedale di Belluno.
Quero - Vas (BL), 02 - 07 - 23
Attorno alle 9.20 la Centrale del 118 è stata attivata da alcune persone che si erano imbattute nel corpo esanime di un uomo in Valle di Schievenin. Sul posto sono stati inviati l'elicottero di Treviso emergenza, atterrato all'imbocco della valle, e una squadra del Soccorso alpino di Feltre, presenti anche i Carabinieri. Purtroppo, una volta raggiunto il settore Parete della scuola dove si trovava il corpo, l'equipe medica non ha potuto far altro che constatare il decesso. Da una prima ricostruzione, l'uomo potrebbe essere arrivato molto presto questa mattina ed essere caduto riportando traumi fatali, mentre stava arrampicando da solo in autosicura, la corda ancora sulla parete. La salma è stata imbarellata e trasportata fino alla strada dai soccorritori. 
Sospirolo (BL), 01 - 06 - 23
Attorno alle 16.20, su segnalazione dei Carabinieri che avevano ricevuto la chiamata, l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è volato lungo il sentiero che dalla Soffia, in Valle del Mis, porta al Bivacco Valdo, a seguito della richiesta di due escursionisti, uno dei quali era scivolato riportando la sospetta lussazione di una spalla. Allertato il Soccorso alpino di Belluno per una eventuale partenza poiché pioveva, l'eliambulanza ha individuato dalle coordinate il punto in cui si trovava il ragazzo, un 21enne di Villorba (TV), fermo dove la traccia passa sopra un salto di roccia. Recuperato dal tecnico di elisoccorso con un verricello di 20 metri, il giovane è stato trasportato all'ospedale di Feltre, mentre il compagno rientrava in autonomia. 
Agordo (BL), 30 - 06 - 23
Verso le 10.40 l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è intervenuto all'altezza di Forcella De Zita Sud, a 2.350 metri di quota, per una turista canadese che si era procurata un sospetto trauma toracico dopo essere caduta. Individuata in cresta una persona che faceva segnali, l'eliambulanza è atterrata e ha sbarcato equipe medica e tecnico di elisoccorso. L'infortunata si trovava una sessantina di metri più in basso assieme al marito, sul sentiero numero 514 che porta al Rifugio Pian de Fontana. Una volta assistita da medico e infermiere, la 67enne di Toronto è stata recuperata con un verricello di 30 metri e trasportata all'ospedale di Agordo.
Cortina d'Ampezzo (BL), 28 - 06 - 23
Ieri sera la Centrale del 118 è stata contattata dal gestore del Rifugio Vandelli, dove si trovava una turista arrivata autonomamente alle 20.15 circa, dopo essersi fatta male a un braccio. La trentenne della Repubblica Ceca, accompagnata alla piazzola di atterraggio della struttura, è stata quindi imbarcata nell'elicottero del Suem di Pieve di Cadore e trasportata all'ospedale di Belluno. In contemporanea è stato gestito un secondo intervento, relativo a due escursionisti giapponesi in difficoltà al rientro dalla Ferrata Strobel. Dopo essere stati geolocalizzati e messi in contatto con il Soccorso alpino di Cortina, che ha dato loro le indicazioni per rientrare a valle, i due hanno nuovamente contattato la Centrale, dicendo che si stava scaricando il loro cellulare e non potevano più proseguire per l'oscurità. Individuata la posizione, in direzione della sterrata numero 218, è stata inviata una squadra, che li ha raggiunti alle 22.20, per rientrare assieme a loro.
Belluno, 26 - 06 - 23
Ieri nel tardo pomeriggio, sono state due le emergenze che hanno richiesto l'intervento di Suem e Soccorso alpino. A Pian de Falzarego, al rientro da un'arrampicata assieme al fratello in falesia, scendendo in un tratto di secondo grado un 27enne di Caldaro (BZ) è scivolato ed è caduto, sbattendo il volto. Sul posto una squadra del Soccorso alpino di Livinallongo, che ha prestato prima assistenza al ragazzo, poi recuperato dall'eliambulanza del Suem di Pieve di Cadore con un verricello di 30 metri, per essere trasportato all'ospedale di Belluno. Successivamente l'elicottero è volato sul Nuvolo di Cima della Vezzana, sulle Pale di San Martino, a 3000 metri, dove una coppia di turisti olandesi, lui 34, lei 30 anni, non era più in grado di proseguire in cresta. Imbarcati in hovering dal tecnico di elisoccorso, I due sono stati lasciati a San Martino, dove avevano la macchina e dove erano partiti. 
Belluno, 25 - 06 - 23
Nel primo pomeriggio l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è intervenuto in Val del Grisol,  per un escursionista incrodato su una ripida parete rocciosa. L'uomo, 57 anni di Oderzo (TV), che con un amico stava percorrendo un giro ad anello, all'altezza della Croda Auta era salito per cercare una traccia, finendo bloccato. Recuperato dall'elicottero è stato trasportato a valle. Una squadra del Soccorso alpino di Longarone ha atteso il rientro dell'amico, sceso autonomamente. L'eliambulanza di Treviso emergenza è invece volata lungo la Ferrata Berti, dove due escursioniste di Bolzano, di 24 e 27 anni, si erano fermate a causa di una scarica di sassi. Issate a bordo con un verricello di 60 metri dal tecnico di elisoccorso, le due ragazze sono poi state lasciate nelle vicinanze del luogo dove avevano la macchina.
Ala (TN), 25 - 06 - 23
Questa mattina verso le 10.30 l'elicottero di Verona emergenza è intervenuto sul Carega, sotto Bocchetta Mosca, per un escursionista ruzzolato un centinaio di metri dal sentiero. L'uomo, A.S., 63 anni, di Schio (VI), stava percorrendo il sentiero numero 195 con altre persone, quando ha perso l'equilibrio cadendo in un ghiaione sottostante e riportando un probabile politrauma. Sbarcati in hovering, equipe medica e tecnico di elisoccorso hanno prestato le prime cure e lo hanno imbarellato, per poi calarlo una trentina di metri sul sentiero sottostante, il 109, dove è stata data ulteriore assistenza. Issato a bordo con il verricello, l'infortunato è stato trasportato a Borgo Trento. 
Belluno, 24 - 06 - 23
Su richiesta del Soccorso alpino di San Martino di Castrozza, verso le 15 è stato allertato il Soccorso alpino della Val Biois, poiché scendendo dell'altopiano delle Comelle in Mountain bike, un 37enne di Sigillo (PG), era caduto e si era fatto male alla spalla. Una squadra lo ha raggiunto in fuoristrada a Gares, dove l'uomo era riuscito ad arrivare, per poi accompagnarlo a Passo Rolle a riprendere la macchina, con la quale si è allontanato in autonomia. Il Pelikan è stato inviato sulla Cima del Civetta per un turista slovacco colto da malore. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è volato sul sentiero 215 che porta al Rifugio Vandelli per un trauma al ginocchio, per poi dirigersi sul sentiero 435 della Val Formin per una turista francese di 27 anni che si era sentita poco bene. Il Soccorso alpino di Livinallongo è intervenuto sul sentiero 699 del Padon per il possibile trauma a un ginocchio di una escursionista coreana. Una squadra del Soccorso alpino di Auronzo è stata inviata in supporto all'ambulanza e all'eliambulanza poiché una donna era scivolata da un masso di due metri finendo sul greto di un ruscello a Palus San Marco e riportando un sospetto trauma cranico. Per una donna con male al ginocchio è stato infine attivato il Soccorso alpino di Feltre partito in direzione del Lago della Stua.
Brenzone (VR), 24 - 06 - 23
Alle 17 circa la Centrale del 118 è stata attivata per una coppia di escursionisti trentacinquenni di Verona, che non riuscivano più a proseguire lungo la Ferrata delle Taccole, sotto il Rifugio Telegrafo. In particolare, il marito era fermo su un tratto verticale, mentre la moglie si trovava su una cengia sottostante. Individuati durante il sorvolo dell'elicottero di Verona emergenza, prima è stata recuperata la donna dal terrazzino con un verricello di 30 metri. Successivamente il tecnico di elisoccorso è stato lasciato sulla cengia, ha raggiunto l'uomo assicurato al cavo e con lui è stato issato a bordo. La coppia è stata lasciata a valle, non distante dalla macchina. 
Belluno, 24 - 06 - 23
Questa mattina attorno alle 10.50 l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha effettuato il recupero di un alpinista, che si era fatto male sul 4° tiro della Via Dimai alla Punta Fiames, nel Gruppo del Pomagagnon. Primo di cordata, il 33enne di Padova era volato per una quindicina di metri, sbattendo violentemente con un piede sulla roccia e riportandone una sospetta lussazione. Per avvicinare il tecnico di elisoccorso al punto in cui si trovava è stato necessario utilizzare un verricello di 90 metri. L'infortunato è stato quindi portato a Cortina e da lì in ambulanza all'ospedale di Belluno. Poiché forti raffiche di vento impedivano un ulteriore avvicinamento, l'eliambulanza ha trasportato alla base della parete una squadra del Soccorso alpino della Guardia di finanza di Cortina, che ha scalato i 4 tiri e raggiunto il compagno rimasto in parete, per poi calarlo a terra. Il Soccorso alpino di San Vito di Cadore ha invece risalito in fuoristrada il sentiero numero 470, che porta al Rifugio Venezia, per verificare la segnalazione automatica inviata da una moto caduta. Durante la salita i soccorritori hanno incrociato un gruppo di motociclisti tedeschi in discesa e hanno appurato che uno di loro era effettivamente caduto, senza riportare conseguenze. Una squadra del Soccorso alpino di Feltre è infine stata inviata 100 metri sotto il Rifugio Dal Piaz, dove un escursionista, di cui non sono note le generalità, era caduto e manifestava un sospetto trauma cranico. L'uomo è stato poi affidato all'equipe sanitaria dell'eliambulanza trentina, che lo ha imbarcato e accompagnato all'ospedale di Trento.
Borca di Cadore (BL), 23 - 06 - 23
Si è concluso a mezzanotte il recupero di un escursionista in difficoltà sul Pelmo. Ieri, verso le 16.45, il Soccorso alpino di San Vito di Cadore è stato attivato dalla Centrale del 118, in quanto, in zona Val d'Arcia, l'uomo che aveva chiamato non era più in grado di proseguire. Si sono mossi sei soccorritori, in contatto telefonico con il 62enne di Venezia, che era partito dal Passo Staulanza per completare il giro del Pelmo. La squadra è arrivata nella zona indicata dalle coordinate ricevute, ma non ha trovato l'escursionista, sceso in realtà molto più in basso. L'uomo, anziché dirigersi verso la forcella della Val d'Arcia, a 2.470 metri, aveva invece perso l'orientamento e iniziato a scendere verso il paese per poi bloccarsi a quota 2.100. I soccorritori hanno iniziato a chiamarlo, finché non ha risposto e lo hanno individuato. Una volta da lui, la squadra, dopo avergli dato da bere e qualcosa da mangiare, ha deciso di portarlo verso la sterrata sottostante, che da Pian de Madier sale al Rifugio Venezia. Dotato di imbrago e assicurato, l'uomo è stato calato a più riprese, attrezzando sette ancoraggi, per circa 600 metri lungo una forra in secca. Con lui la squadra è poi arrivata al Venezia e da lì i soccorritori hanno riaccompagnato l'escursionista allo Staulanza a riprendere la propria macchina.
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