Belluno (BL), 03-03-09
Sono state fatte rientrare tutte le squadre del Soccorso alpino impegnate nella ricerca dell'escursionista disperso sulla Pala Alta: troppo elevato il rischio di ulteriori distacchi e il pericolo per l'incolumità stessa dei soccorritori. Le condizioni climatiche infatti, elevata unidità, pioggia, caldo, hanno aumentato l'instabilità dei versanti che in quota sono carichi di neve e il bollettino di Arabba porta a 4 il grado di pericolo valanghe. Il Soccorso alpino alle 13 si è dovuto fermare, senza purtroppo rinvenire segno di Mauro Deon, il trentasettenne di Sedico, investito domenica da una valanga con l'amico Gabriele Mezzacasa, il cui corpo senza vita è stato estratto ieri mattina dalla morsa di ghiaccio. La conformazione della parete, con diversi canali che vanno a confluire a imbuto in quello in cui si sono svolti i sondaggi in questi due giorni, non garantisce misure di sicurezza sufficienti e distacchi di notevoli dimensioni sono ancora possibili. A partire dalle 7.30, oltre 60 soccorritori sono tornati sulla Pala Alta, nel canale del Gresal, dove è passata la valanga e dove è stata rinvenuta la salma di Gabriele. La presenza di nebbia e nevischio non ha permesso l'intervento dell'elicottero che avrebbe potuto dare informazioni più precise sull'estensione della valanga che è passata in diversi canali lungo 600 metri di dislivello. Nei punti primari, i tecnici hanno scavato togliendo quasi 50 metri cubi di neve, fatta cadere a valle su scivoli lunghi decine di metri. Sei unità cinofile si sono mosse anche nella porzione più alta, marcando alcuni punti dove si sono concentrate le ricerche. Una squadra è salita fino alla parte più alta della montagna e ha individuato le tracce del possibile passaggio degli escursionisti. Dalle impronte dei ramponi, si è potuto ipotizzare, anche se non c'è la certezza assoluta, che dalla diretta alla cima (1.933 metri) attorno ai 1.600 metri abbiano cercato di raggiungere la nomale. Una persona si è poi spinta leggermente più avanti, per poi rientrare. Non sono apparentemente andati oltre quella quota lungo quell'itinerario. Resta il dubbio su cosa sia successo dopo e sulle modalità del travolgimento, avvenuto tra la diretta e la normale alla cima, nè se il distacco originatosi quasi sotto la vetta sia stato provocato dal loro passaggio o si sia verificato autonomamente. Da lì, la gigantesca massa si è distribuita su due canali principali che conflusicono poi ad imbuto in quello più grande dove, a 1.350 metri circa, è stato rinvenuto il corpo. Due tecnici sono poi arrivati in vetta e hanno verificato la presenza di notevoli quantità di neve ancora incombente. Non appena il rischio diminuirà, le ricerche riprenderanno. Oggi erano presenti tecnici del Soccorso alpino di tutta la Delegazione bellunese, una squadra della Guardia di finanza e dei vigili del fuoco e i carabinieri. Erano inoltre presenti 6 unità cinofile di Soccorso alpino, Guardia di finanza e Servizi forestali regionali.
Sono state fatte rientrare tutte le squadre del Soccorso alpino impegnate nella ricerca dell'escursionista disperso sulla Pala Alta: troppo elevato il rischio di ulteriori distacchi e il pericolo per l'incolumità stessa dei soccorritori. Le condizioni climatiche infatti, elevata unidità, pioggia, caldo, hanno aumentato l'instabilità dei versanti che in quota sono carichi di neve e il bollettino di Arabba porta a 4 il grado di pericolo valanghe. Il Soccorso alpino alle 13 si è dovuto fermare, senza purtroppo rinvenire segno di Mauro Deon, il trentasettenne di Sedico, investito domenica da una valanga con l'amico Gabriele Mezzacasa, il cui corpo senza vita è stato estratto ieri mattina dalla morsa di ghiaccio. La conformazione della parete, con diversi canali che vanno a confluire a imbuto in quello in cui si sono svolti i sondaggi in questi due giorni, non garantisce misure di sicurezza sufficienti e distacchi di notevoli dimensioni sono ancora possibili. A partire dalle 7.30, oltre 60 soccorritori sono tornati sulla Pala Alta, nel canale del Gresal, dove è passata la valanga e dove è stata rinvenuta la salma di Gabriele. La presenza di nebbia e nevischio non ha permesso l'intervento dell'elicottero che avrebbe potuto dare informazioni più precise sull'estensione della valanga che è passata in diversi canali lungo 600 metri di dislivello. Nei punti primari, i tecnici hanno scavato togliendo quasi 50 metri cubi di neve, fatta cadere a valle su scivoli lunghi decine di metri. Sei unità cinofile si sono mosse anche nella porzione più alta, marcando alcuni punti dove si sono concentrate le ricerche. Una squadra è salita fino alla parte più alta della montagna e ha individuato le tracce del possibile passaggio degli escursionisti. Dalle impronte dei ramponi, si è potuto ipotizzare, anche se non c'è la certezza assoluta, che dalla diretta alla cima (1.933 metri) attorno ai 1.600 metri abbiano cercato di raggiungere la nomale. Una persona si è poi spinta leggermente più avanti, per poi rientrare. Non sono apparentemente andati oltre quella quota lungo quell'itinerario. Resta il dubbio su cosa sia successo dopo e sulle modalità del travolgimento, avvenuto tra la diretta e la normale alla cima, nè se il distacco originatosi quasi sotto la vetta sia stato provocato dal loro passaggio o si sia verificato autonomamente. Da lì, la gigantesca massa si è distribuita su due canali principali che conflusicono poi ad imbuto in quello più grande dove, a 1.350 metri circa, è stato rinvenuto il corpo. Due tecnici sono poi arrivati in vetta e hanno verificato la presenza di notevoli quantità di neve ancora incombente. Non appena il rischio diminuirà, le ricerche riprenderanno. Oggi erano presenti tecnici del Soccorso alpino di tutta la Delegazione bellunese, una squadra della Guardia di finanza e dei vigili del fuoco e i carabinieri. Erano inoltre presenti 6 unità cinofile di Soccorso alpino, Guardia di finanza e Servizi forestali regionali.