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INTENSO FINE SETTIMANA PER IL SOCCORSO SPELEOLOGICO, TRA ESERCITAZIONI E MOMENTI FORMATIVI

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Veneto, 11-06-09
Concluso positivamente l'addestramento di Delegazione nel Buso della Rana, con oltre 60 tecnici provenienti da Veneto e Trentino Alto Adige, questo fine settimana sono in programma diversi momenti formativi e di esercitazione che coinvolgeranno diverse Stazioni del Soccorso alpino e speleologico.
Da domani, venerdì 12 giugno, a domenica, una quindicina di tecnici della Commissione nazionale speleosubacquea del Cnsas, Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico, provenienti da varie regioni d’Italia, si ritroverranno  a Ponte Subiolo a Valstagna (VI)  per uno stage formativo organizzato dalla Scuola nazionale tecnici nella grotta-risorgenza dell’Elefante Bianco,.
Questo incontro è un passo fondamentale per l’ingresso all’interno della Commissione nazionale che opera su tutto il territorio italiano e che perciò ha bisogno di un elevato standard operativo e di procedure comuni tra i suoi componenti che si trovano ad operare in un ambiente estremamente difficile.
La grotta-risorgenza dell’elefante bianco, per la sua morfologia si presta molto bene a questo tipo di attività ed inoltre è uno scenario operativo reale, visto che purtroppo molti sono stati gli interventi di soccorso speleo subacqueo effettuati in questa cavità allagata.
Negli stessi giorni una trentina di tecnici di soccorso speleologico si incontreranno nella sede comunale della Protezione Civile, in via Lovara a Castelfranco Veneto, dove è ospitato il magazzino della stazione del Veneto Orientale della 6^ Delegazione, per specializzarsi nella parte sanitaria del soccorso in ambiente ipogeo.
Il corso speleo trauma Care (STC) sarà tenuto da istruttori della Scuola nazionale medici di Soccorso speleologico e fa parte dell’iter formativo obbligatorio per mantenere la qualifica di Tecnico di soccorso speleologico.
Questo modulo formativo ha lo scopo di fornire a tutti i soccorritori le basi necessarie per affrontare le fasi di primo intervento in grotta e per la gestione sanitaria dei primissimi momenti di un incidente, in attesa dell’intervento del personale sanitario del Cnsas. Nei giorni del corso si alterneranno lezioni teoriche e prove pratiche con un test finale di valutazione per tutti i partecipanti.
Nella notte tra venerdì e sabato verrà inoltre effettuata un’esercitazione congiunta di soccorso in canyon che vedrà impegnate le due stazioni del Cnsas di Verona: quella alpina, appartenente alla 11^ delegazione Prealpi Venete e quella Speleologica, appartenente alla 6^ delegazione Veneto-Trentino Alto Adige.
Lo scenario prescelto per la simulazione di intervento sarà la famosa forra denominata “Vajo dell’Orsa” che incide profondamente il versante est del monte Baldo da Ferrara di Monte Baldo a Brentino. Questo canyon è uno dei più frequentati dell’intera regione e la sua discesa richiama ogni anno moltissimi appassionati provenienti da tutta Italia e spesso dall’estero. Per la bellezza e la varietà degli ambienti attraversati nella sua discesa è ormai uno dei classici tra gli itinerari torrentistici italiani. Per questo motivo è “sorvegliato speciale” dai tecnici del Cnsas che, oltre ad avervi effettuato numerosi interventi di soccorso, periodicamente vi effettuano prospezioni ed esercitazioni.
Lo scopo di questa esercitazione congiunta tra squadra speleologica e squadra alpina è quello di testare l’operatività della struttura in caso di intervento reale simulando la ricerca, la medicalizzazione ed recupero di un infortunato all’interno del canyon. Proprio per avvicinarsi il più possibile alle condizioni reali di intervento si opererà durante la notte, con tutte le problematiche connesse a un recupero effettuato al buio, con l’impossibilità dell'intervento dell’elisoccorso e con la conseguente necessità di far percorrere alla barella con l’infortunato un lungo tratto della forra.
Durante l’esercitazione verranno messe in atto le tecniche specialistiche elaborate proprio per gli interventi in forra e verranno utilizzati materiali appositamente studiati per i soccorsi in questo particolare ambiente, nell’ottica di una sempre maggiore integrazione tra squadre alpine e speleologiche.
Infine, è positivo il bilancio dell’esercitazione effettuata lo scorso fine settimana al Buso della Rana, a Monte di Malo, dalla 6^ delegazione speleologica del CNSAS.
È stato simulato un intervento di soccorso in una diramazione remota della cavità, che è la più estesa del Veneto con più di 20 chilometri di sviluppo ed è inoltre caratterizzata dal fatto di avere un solo ingresso, cosa che ne rende alcune parti difficilmente raggiungibili. Tra l’altro è sicuramente la grotta più frequentata tra tutte quelle della nostra regione.
All’esercitazione hanno preso parte più di 60 tecnici di soccorso speleologico che si sono alternati nel recupero dell’infortunato in due squadre che hanno operato in due tratti diversi della grotta. Le operazioni sono iniziate verso le 11 di mattina di sabato con l’ingresso di quattro coppie di “telefonisti” che hanno steso centinaia di metri di cavo telefonico per collegare il campo base posto ad ingresso grotta con il luogo di imbarellamento dell’infortunato. A seguire sono entrati gli altri tecnici e verso le 15,15 è iniziata la movimentazione della barella, dopo la medicalizzazione ed il condizionamento del ferito effettuato da un medico speleologo. Il recupero, reso più difficoltoso dall’aumento dell’acqua all’interno della cavità dovuto alle precipitazioni esterne, è proseguito per tutta la notte. Intorno alle 22 è iniziata la sostituzione progressiva dei tecnici per mantenere la continuità nel recupero della barella che ha raggiunto l’esterno alle 9,30 di domenica.
Nel complesso le operazioni sono state portate avanti positivamente dai tecnici che, nonostante le difficoltà di alcuni tratti della grotta, hanno operato sempre in sicurezza, seguendo le indicazioni dei tre sanitari che si sono susseguiti nell’assistenza all’infortunato in barella, dimostrando professionalità e capacità operativa.

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